• È in vigore il Codice europeo
per fornitori e sviluppatori di modelli di IA

• Servono un monitoraggio rigoroso e un impegno costruttivo perché non diventi una tigre di carta •
Il 2 agosto sono entrati in vigore in tutta l’Unione Europea gli obblighi previsti dalla legge sull’Intelligenza Artificiale per i fornitori di modelli di IA per finalità generali (GPAI). Meno di un mese prima, il 10 luglio, la Commissione aveva comunicato di avere ricevuto (in ritardo) il codice di buone pratiche per l’IA per uso generale, elaborato da un gruppo di esperti indipendenti che collaborano con l’Ufficio europeo per l’IA.
Successivamente, il 18 luglio, il codice è stato integrato da linee guida che chiariscono quali modelli rientrano nell’ambito di applicazione delle norme. Il 24 luglio la Commissione ha pubblicato un modello per aiutare i fornitori di IA per finalità generali (GPAI) a sintetizzare i contenuti utilizzati per formare il loro modello. Il primo di agosto, La Commissione e il consiglio per l’IA hanno confermato che il codice di buone pratiche è “uno strumento volontario adeguato per i fornitori di modelli GPAI per dimostrare la conformità alla legge sull’IA“.
I fornitori e gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale possono da allora sottoscrivere il codice, che rimane volontario, ma serve a dimostrare la conformità alla legge sull’intelligenza artificiale.
I pareri del Parlamento europeo
Il 17 luglio 2025 i copresidenti del gruppo di lavoro del Parlamento europeo sulla legge sull’intelligenza artificiale – Brando Benifei (parlamentare europeo del Pd – gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D) e Michael McNamara (Gruppo Renew Europe, centrista) – hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al nuovo codice di buone pratiche sui modelli IA.
Ma hanno accompagnato questo sostegno con alcune precisazioni, sottolineando il pericolo che diventi “una tigre di carta”, cioè uno strumento svuotato di potere se le autorità regolatorie non vigileranno.
“Un codice è forte solo quanto la sua applicazione. – Queste le parole dei due relatori -Ora che il testo è stato finalizzato, l’Ufficio per l’IA deve essere in grado di tradurre questi impegni in pratiche reali. La credibilità del quadro europeo in materia di IA dipende dalla capacità delle autorità di regolamentazione di fornire una solida vigilanza, sostenuta da risorse sufficienti e dalla volontà politica di controllare, indagare e sanzionare quando necessario. Continueremo a sostenere un monitoraggio rigoroso e un impegno costruttivo, assicurando che questo codice non diventi una “tigre di carta”.
“Chiediamo alla Commissione, agli Stati membri, all’Ufficio per l’IA e ai fornitori di sostenere fermamente questo quadro, di respingere gli sforzi per indebolirlo e di mantenere lo spirito di cooperazione che ha permesso questo risultato.
“Un’IA affidabile in Europa richiede vigilanza, determinazione e un impegno condiviso per l’innovazione ancorato ai diritti fondamentali, alla trasparenza e alla responsabilità”.
Le scadenze e la vigilanza
Gli obblighi previsti dalla legge sull’IA per i fornitori di modelli sono entrati in vigore il 2 agosto 2025. Nel primo anno successivo, l’Ufficio per l’IA lavorerà a stretto contatto con i fornitori per aiutarli a rispettare le norme. Dal 2 agosto 2026 entrano in vigore i poteri di esecuzione della Commissione, anche per quanto riguarda le ammende.
Entro agosto dovevano essere operative le autorità nazionali responsabili.
In Italia, il disegno di legge n. 1146-B ha identificato due enti preposti: Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) responsabile della promozione e della conformità dei sistemi di IA, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) incaricata della vigilanza, incluse le ispezioni e le sanzioni. Restano ferme le competenze, i compiti e i poteri del Garante per la protezione dei dati personali e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quale Coordinatore dei Servizi Digitali. Questo disegno di legge è in seconda lettura in Senato. Si vedrà se entro settembre diventerà legge.
Lunedì, 4 agosto 2025
Per saperne di più
– Pagina della Commissione europea sull’intelligenza artificiale (AI Act)
– Codice di buone pratiche in materia di IA per scopi generali
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Immagine dalla pagina Il codice di buone pratiche sull’IA per finalità generali (GPAI) della Commissione europea. © Union européenne