Veneto: la Regione non scommetta sul gioco d’azzardo

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Appello dei giovani consiglieri comunali padovani

Al presidente e ai consiglieri regionali chiedono
di dire no alla compartecipazione delle Regioni all’imposta sugli apparecchi di gioco

Nel gennaio 2024 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato e condiviso la proposta di compartecipazione regionale all’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco, con lo scopo di stabilizzare e rendere più congrue le risorse impiegabili in materia di contrasto alla ludopatia, o in altri ambiti di natura sanitaria e sociale, senza tuttavia configurare un formale vincolo di destinazione, vietato dall’articolo 119 della Costituzione.

Tale proposta è stata reiterata nel febbraio 2024 (quando la Conferenza ha chiesto la compartecipazione del 5 per cento al gettito dell’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco), ribadita nel maggio 2025 e nuovamente riproposta lo scorso 14 ottobre, in vista della presentazione, da parte del Governo, del testo della Legge di Bilancio per il 2026.

Il Veneto tra chi ha chiesto i soldi dell’azzardo

La proposta di compartecipazione, avanzata da alcune Regioni tra cui quella del Veneto in sede di Conferenza Unificata, creerebbe una distorsione pericolosa nelle politiche regionali di salute pubblica.

In Italia il gioco d’azzardo ha raggiunto una cifra pari a 157,5 miliardi di euro giocati nel 2024, superando le risorse nazionali destinate al Fondo Sanitario Nazionale. L’Italia è già prima al mondo per giocato in relazione al PIL. Inoltre, la Commissione Nazionale Antimafia nel novembre 2023 ha reso noto che il gioco d’azzardo rappresenta oggi la prima voce d’entrata per le mafie in Italia. Alcune tipologie di gioco d’azzardo, infatti, si prestano maggiormente al riciclaggio di denaro (es. Betting Exchange).

Sempre più pervasivo e sempre più invisibile

Non si tratta solamente di ludopatia (o più correttamente di azzardopatia), ma di un costume socio-culturale pericoloso che non accenna ad arrestarsi. Gli importi che, come italiani e come veneti, ogni anno giochiamo crescono senza arresto, mentre, in proporzione, restano pressoché costanti le entrate nelle casse dello Stato, complice un sistema di tassazione assolutamente vantaggioso per i grandi gruppi di concessionari.

Noi stessi, come rappresentanti delle nostre rispettive realtà comunali, possiamo testimoniare in prima persona come nei centri urbani siano sempre più frequenti le code di persone che giocano d’azzardo compulsivamente e con frequenza quotidiana.

E si tratta solo della punta dell’iceberg: sempre di più, infatti, l’azzardo avviene tramite canali digitali, con solo un tap dal telefono. L’importo totale del giocato online ha superato da poco il tradizionale giocato fisico, soprattutto tra i nostri coetanei e tra le giovanissime generazioni. L’intuibile conseguenza è che il gioco d’azzardo diventi sempre di più un fenomeno invisibile, pervasivo e accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.

Incompatibile con la tutela della salute pubblica

Sul piano sanitario e sociale, legare le risorse finanziarie regionali agli introiti dell’azzardo significherebbe rendere incompatibili la tutela della salute e il contrasto alle dipendenze con gli interessi di bilancio. Ridurre l’azzardo sul territorio equivarrebbe a ridurre le entrate regionali, spingendo di fatto le istituzioni a non agire contro un fenomeno che genera sofferenza e indebitamento.

Il contrasto al gioco d’azzardo è un impegno di salute pubblica e coesione sociale, già riconosciuto dal Piano Regionale della Prevenzione del Veneto e rafforzato dalla L.R. n° 38 del 2019.

Appello al presidente e ai consiglieri regionali

Vogliamo cogliere l’occasione della discussione del Bilancio che Vi vede impegnati come Consiglieri proprio in questo periodo per chiedere al Consiglio Regionale una chiara presa di posizione su questo tema.

Vi chiediamo di esprimere ferma contrarietà alla proposta di compartecipazione delle Regioni al gettito erariale derivante dal gioco d’azzardo, di ribadire l’impegno della Regione del Veneto nella prevenzione e lotta al gioco d’azzardo patologico e di impegnarVi nel destinare integralmente le risorse provenienti dall’eventuale compartecipazione regionale all’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco a favore delle azioni per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico.

Simone Ambrosio – Cadoneghe

Alessandro Ancilotto – Campo San Martino

Federico Donola – Abano Terme

Nicola Favale – Rubano

Antonio Fortin – Selvazzano Dentro

Francesca Giaccaglia – Ponte San Nicolò

Anna Iraci – Limena

Luca Lollo – Rubano

Mirco Luisetto – Ponte San Nicolò

Antonio Martini – Selvazzano Dentro

Enrico Perusin – Camposampiero

Federico Rampin – Piazzola sul Brenta

Simone Vecchiato – Trebaseleghe

Leonardo Volpin – Ponte San Nicolò

Giovedì, 2 aprile 2026

Il testo

Con il titolo Appello dei giovani consiglieri della provincia di Padova: La Regione Veneto non lucri sul gioco d’azzardo il testo è pubblicato nella pagina di Alessandro Ancilotto, uno dei firmatari. L’appello è presentato anche dai quotidiani locali Il Mattino di Padova e il Gazzettino di Padova nell’edizione di venerdì 3 aprile.

La titolazione è della redazione di Euganeo.it.

In copertina

Particolare di un’infografica dalla pagina del Gruppo consiliare del Partito Democratico della Regione Lazio.

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