CARTOLINA / Giovedì, 12 marzo 2026

• La forzata rinuncia del vescovo mons. Francesco Savino
ad un invito di Magistratura Democratica •
“La mia annunciata partecipazione a un’iniziativa promossa da Magistratura democratica ha dato luogo a letture e interpretazioni polarizzate, rischiando di spostare l’attenzione dai contenuti a dinamiche di contrapposizione.
“Per questo, con l’amarezza di chi vede la sostanza soffocata dal frastuono e con il dovere di custodire le istituzioni, ho deciso di rinunciare alla mia presenza, nell’auspicio che tale scelta contribuisca a ricondurre il confronto in un registro più sobrio e costruttivo, rispettoso e realmente orientato al bene comune”.
La sua assenza ha fatto notizia
Giovedì 12 marzo mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente per l’Italia Meridionale della Conferenza episcopale italiana, non è andato al congresso di Magistratura Democratica alla periferia di Roma.
La sua assenza (certamente saggia visto il clima di scontro alimentato in prima persona da Giorgia Meloni) ha però fatto più notizia di qualunque fosse stato il suo intervento. In ogni caso, “è doveroso chiarirlo: la mia eventuale presenza non aveva e non avrebbe avuto alcuna intenzione di trasformarsi in un’indicazione di voto sul referendum”, ha precisato il vescovo.
Mons. Savino ha, infatti, dedicato alla sua “rinuncia” una articolata riflessione dal titolo Custodire il dibattito, proteggere la Costituzione, che comincia con le frasi iniziali che ho citate.
Per questa Cartolina ne propongo le parti che più direttamente riguardano la Costituzione repubblicana.
Precede le maggioranze e non umilia le minoranze
“Desidero anzitutto esprimere gratitudine a Magistratura democratica per l’invito e per la qualità del tema proposto: «Proteggere la Costituzione per proteggere il futuro».
“La Costituzione è l’infrastruttura istituzionale della coesione sociale: non un marcatore di parte, ma una casa comune che precede le maggioranze e non umilia le minoranze; una “legge superiore” perché ricorda a tutti – soprattutto a chi esercita potere – che esistono limiti invalicabili: la dignità della persona, i diritti inviolabili, le garanzie”. (…)
La giustizia è il nome concreto della cura per l’altro
“Confermo la mia stima per chi, in ogni ruolo istituzionale, serve lo Stato di diritto. E confermo la mia disponibilità a offrire, in sedi e forme che non prestino il fianco a letture improprie, un contributo che resti su ciò che conta: la tutela della Costituzione, la dignità delle persone, la responsabilità civica.
“Proteggere la Costituzione significa proteggere il futuro dei nostri figli: perché il diritto non sia subordinato alla forza e perché le regole restino presidio di dignità e libertà, a partire dagli ultimi. E il Vangelo lo ricorda con disarmante semplicità: la giustizia non è un’astrazione, ma il nome concreto della cura per l’altro”.

Il testo
Le citazioni sono tratte dal comunicato Custodire il dibattito, proteggere la Costituzione: mons. Francesco Savino rinuncia alla partecipazione al XXV Congresso di Magistratura democratica pubblicato dalla diocesi di Cassano all’Jonio.
In Euganeo.it sullo stesso comunicato: Rendere giustizia è un servizio a persone e comunità.