Il patriottismo democratico dei volontari

Protagonisti nell’attuazione dei principi fondanti
della Repubblica: lo conferma la Corte costituzionale

“Il volontariato è la scelta di veri e propri patrioti”
ha sottolineato il Presidente Sergio Mattarella

Costruire sé stessi aiutando gli altri è lo “scambio” alla pari che arricchisce l’azione del volontario. È la dimensione interpersonale e comunitario della grande scritta “I care” di don Lorenzo Milani su una parete della sua scuola a Barbiana.

L’altra persona “Mi riguarda”, infatti, proprio mentre “Mi cambia”. Il dono autentico (di tempo, di competenze, il dono biologico o quello monetario) non è sacrificio, è reciprocità; è dare sé stessi e ricevere sé stessi più completati dall’aver fatto la propria parte per cambiare la società, dall’aver condiviso i propri talenti creando relazioni, dal sentirsi parte di un progetto condiviso.

Ambientato nella partecipazione e nell’appartenenza

Nel Rapporto 2025 dell’Istituto Italiano della Donazione i ricercatori descrivono nei volontari “il senso di partecipazione e di appartenenza che la donazione genera, il sentirsi parte di un progetto condiviso, di una comunità impegnata a rendere migliore il mondo in cui viviamo”. Ambientata nella partecipazione e nell’appartenenza, ogni azione volontaria cambia, inevitabilmente, non solo gli attori ma anche gli “spettatori”, cioè tutta la comunità in cui l’azione si svolge. Il volontariato non è infatti rappresentazione o delega; è vita. Condividendola la comunità si sente più sicura e così si rafforza.

Lo si legge anche in una sentenza della Corte costituzionale. Nella primavera del 2022, intervenendo su un aspetto del Codice del Terzo Settore, la Consulta constata che “il volontariato costituisce una modalità fondamentale di partecipazione civica e di formazione del capitale sociale delle istituzioni democratiche” (Sentenza 72/2022).

Le sentenze della Corte costituzionale

Capitale sociale è, nella definizione degli studiosi, l’insieme di relazioni e di cooperazione che permette alle società di funzionare meglio. Il volontariato – certifica la Consulta – contribuisce proprio a tessere la vita collettiva. Si formano così comunità con livelli più alti di partecipazione civica, nelle quali si riscontrano maggiore fiducia tra le persone, istituzioni più solide, migliore capacità di affrontare i cambiamenti.

Precedenti sentenze avevano già portato la Corte costituzionale “a evidenziare come all’origine dell’azione volontaria vi sia l’emergere della natura relazionale della persona umana che, nella ricerca di senso alla propria esistenza, si compie nell’apertura al bisogno dell’altro” (Sentenze 131/2020 e 228/ 2004). Fin dal 1992, del resto, la Consulta ha indicato le ragioni della valorizzazione del volontariato, sia in quanto “modello fondamentale dell’azione positiva e responsabile dell’individuo”, sia in quanto forma di impegno civico in cui la persona è “chiamata ad agire non per calcolo utilitaristico o per imposizione di un’autorità, ma per libera e spontanea espressione della profonda socialità che caratterizza la persona stessa” (Sentenza 75/1992).

La grammatica della convivenza civile

La “profonda socialità” dei volontari si manifesta, oltre che negli obiettivi del loro impegno, nelle modalità organizzative in cui si svolge, in particolare in quelle associative.

“Il sistema degli enti del Terzo Settore è espressione di un pluralismo sociale che affonda le sue radici nei principi fondamentali della Costituzione”. Inizia con questa affermazione il comunicato istituzionale della Corte costituzionale sulla citata sentenza 72/2022.

Relatore di quel dispositivo era stato il giudice costituzionale Luca Antonini. In aprile Antonini è intervenuto al “Dialogo attorno al volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore” alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed ha tratto le “conseguenze” di quella sentenza: “Se vogliamo permettere la sopravvivenza delle democrazie dobbiamo valorizzare il fatto che forse il loro cuore è la possibilità che esista un’azione volontaria. Questa diventa la grammatica della convivenza civile”.

La democrazia è socialità solidale

Se la reciprocità si allarga, essa fa della “società civile” l’ambiente in cui la socialità rigenera continuamente la solidarietà e di conseguenza la democrazia, che nella sua essenza è socialità solidale.

Lo è in particolare la democrazia italiana, per come è ordinata dalla Costituzione, che tra i principi fondamentali della Repubblica prescrive “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (Art. 2). “Segnalandosi come protagonista nell’attuazione di principi della nostra Costituzione, anzitutto quelli di partecipazione e di solidarietà”, il volontariato – ha detto il Presidente Mattarella – è la scelta di “veri e propri patrioti che sanno come solidarietà e fraternità giovino anche a chi sviluppa questa dimensione di impegno”.

“Per nostra fortuna, l’Italia è ricca di volontari e di associazioni che raccolgono e organizzano queste energie civili”, aggiunge con riconoscenza il Presidente della Repubblica. Essi rendono evidente “una comunità non ripiegata su sé stessa, ma che sviluppa e pone in pratica valori di coesione sociale”.

Domenica, 3 maggio 2026

In copertina

Volontaria della Croce Rossa italiana, in un’immagine dalla pagina del Partito Democratico.

Ultimo aggiornamento

Mercoledì, 20 maggio 2026


About Us

In time of ancient gods, warlords and kings, a land in turmoil cried out for a hero. She was Xena, a mighty princess forged in the heat of battle. The power. The passion.