Alla Caritas c’è l’Italia che non si mostra

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CARTOLINA / Lunedì 16 giugno 2025  

Sono numeri che durano un giorno sui giornali. In tv ancora meno, perché messi tra parentesi, dopo un insapore polpettone politico e prima di un omicidio di oggi o di ieri.

Nella vita reale sono numeri che durano mesi, anni; a volte sono la vita intera di una persona. Oltre un assistito su quattro (il 26,7 per cento) dai centri Caritas vive in una condizione di disagio stabile e prolungato.

Nel 2024 le persone accolte e sostenute dai Centri di Ascolto e servizi informatizzati della rete Caritas in Italia sono state277.775. “Si tratta – chiarisce subito il Report annuale della Caritas – di un numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari, poiché l’intervento degli operatori e dei volontari mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intera famiglia”.

La povertà in Italia. Report statistico nazionale 2025” è stato presentato lunedì 26 giugno a Roma, assieme al Bilancio sociale di Caritas italiana

Il numero degli assistiti è aumentato del 3 per centorispetto al 2023. Se confrontato con il 2014, il dato appare decisamente allarmante: in dieci anni l’incremento è stato del 62,6. I territori con l’aumento più marcato delle richieste di aiuto sono quelli del Nord Italia (+77 per cento).

“Il Report statistico – commenta il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello – ci consegna le storie di persone che ogni giorno incrociamo nei nostri servizi. I dati ci aiutano a capire, ma non bastano da soli. Ci chiedono di andare oltre una lettura superficiale, oltre l’analisi sociologica. In gioco c’è la vita di chi resta ai margini ed è spesso invisibile”.

Il lavoro non è sempre una barriera alla povertà

C’è anche chi viene nascosto, utilizzando altre cifre: ad esempio, quelle dell’aumento dell’occupazione, raccontate con soddisfazione da Giorgia Meloni e dai suoi ministri.

Sul rapporto tra povertà e lavoro riprendiamo i numeri della vita reale dal Rapporto Caritas.

“Al contrario, il lavoro smette di rappresentare un’efficace barriera: il 16,5% degli operai o figure assimilate sperimenta condizioni di povertà assoluta e complessivamente il 21% dei lavoratori ha un reddito troppo basso per vivere in modo adeguato.

“Tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni reali in Italia sono diminuite del 4,4%; dal 2008 al 2024, la perdita complessiva del potere d’acquisto dei salari è stata dell’8,7%, dato peggiore tra tutti i Paesi del G20 (fonte: ILO)”.

Certo, il 47,9 per cento di chi chiede aiuto ai centri Caritas è disoccupato, ma il 23,5 per cento ha un lavoro che non li protegge dall’indigenza. Questa condizione di lavoro povero supera addirittura il 30 per cento nella fascia di età di lavoro tra i 35 e i 54 anni.

In copertina

Infografica del Partito Democratico nazionale sui dati del Rapporto Caritas 2025.

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