CARTOLINA / Lunedì, 23 febbraio 2026

• Sono tra i tanti “padri e madri nello Spirito”
segnalati ai giovani del Progetto Policoro •
Ci sono anche Aldo Moro e Tina Anselmi tra i “santi” di Papa Leone. Magari da non pregare; certamente da ascoltare; meglio ancora da imitare.
“Ricordatevi – ha detto il Pontefice prima di farne l’elenco – che avete tanti padri e madri nello Spirito, che sono stati punti di riferimento per città e territori e per l’intero Paese: sono i santi e i testimoni il cui impegno sociale è stato fonte di rinnovamento civico e caritativo”. Destinatari dell’invito sono i giovani che Papa Leone ha incontrato in Vaticano sabato 21 febbraio in occasione del 30° anniversario del Progetto Policoro, promosso dalla Chiesa italiana, con l’obiettivo di creare piccole imprese tra i giovani dell’Italia meridionale.
Tre preti del Nord per il lavoro nel Sud
Policoro è una cittadina della Basilicata in provincia di Matera. Una trentina di una fa, tre preti del Nord ne hanno fatto meta mensile dei loro incontri con i giovani delle diocesi del Sud per illustrare i progetti e sostenerne la realizzazione. Ci andavano in auto da Roma, dove risiedevano per il loro servizio pastorale.
L’idea inziale era stata infatti di don Mario Operti, prete operaio torinese che nel 1995 dirigeva la Pastorale del lavoro della Conferenza episcopale. Subito trovò la condivisione progettuale e personale del padovano mons. Giuseppe Pasini, direttore della Caritas italiana, e del bresciano mons. Domenico Sigalini, direttore del Servizio di pastorale giovanile della Cei.
“Ricordo come la ricerca del lavoro dei giovani fosse una cosa molto nuova per me. Venivo da una regione, la Lombardia, in cui il lavoro c’era: i ragazzi saltavano la scuola per andare nei cantieri”. Mons. Sigalini, l’unico oggi in vita di quei tre preti del Nord che andavano a Policoro, ha offerto anche questa “lezione” al convegno che la Chiesa italiana ha tenuto nel trentennale dell’iniziativa.
Opportunità per le aree interne
Nel corso della celebrazione non sono stati attualizzati gli obiettivi dell’iniziativa della Cei.
Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza episcopale, ha sottolineato che nei prossimi anni con il Progetto Policoro le diocesi, oltre alla formazione di base degli animatori comunità, si impegneranno in un ambito specifico tra: le aree interne con lo sviluppo delle opportunità a livello locale; la formazione sociopolitica per formare in maniera più incisiva la cittadinanza attiva e responsabile e favorire la partecipazione giovanile alla vita pubblica; la creazione e la cura della rete comunitaria per le start up di impresa e l’utilizzo dei beni ecclesiali.
A questo futuro ha fatto riferimento anche Papa Leone: “C’è ancora bisogno del vostro impegno, soprattutto in una stagione di inverno demografico, di spopolamento delle aree più fragili del Paese, di giovani che rischiano di essere demotivati e di chiudersi”.
E ha rassicurato chi avesse paura di non farcela: “C’è un fiume di santità che ha reso fertili le nostre comunità. (…) Persone in carne e ossa capaci di trasformare la vita sociale e di evangelizzare il mondo del lavoro”.
L’elenco potrebbe continuare
Sono le persone che il Santo Padre ha citate come “padri e madri nello Spirito” e che ha chiamate per nome partendo da Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario dalla sua morte, e continuando con Caterina da Siena, Giovanni Bosco, Bartolo Longo, Francesca Cabrini, Armida Barelli, Luigi Sturzo, Piergiorgio Frassati, Alberto Marvelli, Giorgio La Pira, Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Maria di Campello, Aldo Moro, Tina Anselmi, Pino Puglisi, Tonino Bello, Annalena Tonelli.
L’elenco segnala figure che hanno avuto come riferimento l’insegnamento sociale della Chiesa e come risorsa “la comunità come incubatore di futuro”: due degli atteggiamenti che Papa Leone ritiene decisivi nell’impegno sociale dei credenti,
“L’elenco potrebbe continuare e questo è bellissimo. È un esercizio che vi invito a fare: conoscere biografie segnate dalla presenza dello Spirito nei luoghi in cui abitate. Conoscerle e narrarle”, ha concluso il Pontefice.

In copertina
Tina Anselmi (Castelfranco Veneto, 1927-2016), prima donna ministro della Repubblica italiana.