• Il convegno Inter Pares che si è tenuto a Padova ha individuato nuovi significati e aperto nuovi orizzonti

• Non sono le leggi che mancano
ma la possibilità di avere tutti gli stessi diritti •
• di Mariangela Ballo •
Il concetto di pari opportunità si è allargato dal suo confine originario, quando si limitava al rapporto uomo-donna. Oggi, pur comprendendo ancora il divario di genere, comprende molte altre mancate parità: intergenerazionale, disabilità, reddito, previdenza, a cui si è aggiunto il rapporto con l’intelligenza artificiale.
Occorre perciò iniziare un nuovo percorso di pari opportunità, per trovare nuove soluzioni.
L’esperienza degli Ordini professionali
E questo nuovo percorso è stato intrapreso venerdì 23 maggio, al centro San Gaetano di Padova, da un gruppo di donne dirigenti di 23 Ordini professionali padovani e veneti, che hanno trovato nella loro esperienza professionale e associativa la spinta per accendere una nuova luce su questo campo che stava per appassire nell’ombra dell’indifferenza sociale.
Ci hanno messo un anno a organizzare il convegno Inter Pares, indicando nel sottotitolo Oltre il divario di genere l’intenzione di allargare il campo. Ma la fatica è stata ricompensata dalla risposta riconoscente di chi ha riempito la sala e dagli applausi che hanno accompagnato gli interventi misurati, documentati, privi di retorica ma ricchi di passione.
Aprendo il convegno, Margherita Colonnello, assessore alle Pari Opportunità e alle Politiche di genere, ha detto che il Comune di Padova ha patrocinato l’evento e ha partecipato all’organizzazione attraverso l’assessorato e la Commissione specifica perché ha individuato l’inizio di un percorso futuro.
I giovani non sono più attratti dalla libera professione
Chiara Cattani, geometra, referente per gli Ordini professionali e presidente della Commissione Pari opportunità del Comune di Padova, introducendo i relatori, ha sintetizzato il percorso su cui sono incamminate le Professioni.
“Ascolterete argomenti che accomunano ogni categoria professionale compresa la convinzione che una condivisione allargata delle problematiche può rendere efficiente e circolare la gestione di possibili soluzioni. Mi riferisco per esempio allo scarso appeal che hanno i giovani verso il lavoro autonomo oppure al gender gap al ribasso per le libere professioniste in quanto a reddito o pensione ma anche al rischio di un sensibile ridimensionamento degli iscritti Albi a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale”.
Qui l’intervento di Chiara Cattani.
Si è così appreso il motivo per cui le libere professioniste hanno redditi inferiori ai maschi e fanno meno carriera: lavorano meno perché devono badare alla famiglia, in particolare genitori anziani, dato che la loro età non è più quella di avere figli piccoli. Di conseguenza, avranno pensioni più basse.
Da tutte le relazioni è emerso che occorre un forte cambiamento culturale.
Venerdì 23 maggio 2025
In copertina
In primo piano la geometra Chiara Cattani e l’assessore Margherita Colonnello insieme con i relatori, le relatrici e i collaboratori del convegno Inter Pares.