Il cammino sinodale continua con Papa Leone

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Per arrivare “vicino specialmente a coloro che soffrono”

Lo stile sinodale è il messaggio (in Chiesa e fuori)

Il programma iniziale prevedeva, come conclusione, una sola Assemblea sinodale delle Chiese in Italia. Invece quella che si terrà sabato 25 ottobre prossimo in Vaticano, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione, sarà la terza, non prevista, Assemblea sinodale. All’inizio di aprile è stata, infatti, rinviata a quella data l’approvazione del documento finale del Cammino sinodale; testo di cui è stato ritenuto necessario un “ripensamento globale”.

È stata invece approvata una mozione, che spiega: “In queste giornate assembleari sono emerse sottolineature, esperienze, criticità e risorse che segnano la vita e la vitalità delle Chiese in Italia, con uno sguardo partecipe e responsabile. Cogliendo la ricchezza della condivisione, questa Assemblea stabilisce che il testo delle Proposizioni, dal titolo Perché la gioia sia piena, venga affidato alla Presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale perché, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, provveda alla redazione finale accogliendo emendamenti, priorità e contributi emersi”.

Dall’ascolto di Papa Francesco all’invito di Papa Leone

Allenati da quattro anni di Cammino sinodale, i 1.008 partecipanti hanno sperimentato nella seconda Assemblea sinodale che “la Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell’unica fede nel Signore, Crocifisso e Risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità”.

Con queste parole ne hanno fatto partecipe Papa Francesco, il 3 aprile, a conclusione dell’Assemblea. Hanno scelto parole anche per dire al Santo Padre malato che stavano in questo seguendo il suo insegnamento: “Il Sinodo in corso è – e dev’essere –un cammino secondo lo Spirito: non un parlamento per reclamare diritti e bisogni secondo l’agenda del mondo, non l’occasione per andare dove porta il vento, ma l’opportunità per essere docili al soffio dello Spirito” (Papa Francesco, Omelia di Pentecoste, 28 maggio 2023).

Un mese dopo – non più riuniti tra loro, ma insieme a tutta la Chiesa – hanno sentito Papa Leone XIV confermare che lo stile sinodale è il primo tratto della Chiesa: “A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d’Italia, di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono” (Papa Leone XIV, Primo saluto, 8 maggio 2025).

Una lezione di sinodalità

Una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, è stata proprio quella che si è ritrovata dal 31 marzo al 3 aprile in Vaticano. Era composta da 168 vescovi (7 i cardinali), 252 sacerdoti, 34 religiosi e religiose, 17 diaconi e 530 laici (277 le donne, 253 gli uomini). Ha discusso e si è confrontata su 50 Proposizioni, le proposte emerse dalle diocesi italiane nel Cammino sinodale di questi ultimi quattro anni sugli ambiti di missione, formazione, corresponsabilità nella Chiesa.

Le Proposizioni, dopo la votazione assembleare, dovevano essere consegnate alla Conferenza episcopale cui tocca indicare gli orientamenti per sostenere e coordinare la conversione sinodale e missionaria delle diverse realtà ecclesiali in Italia, innanzitutto nelle Chiese locali, ma anche negli organi e nei servizi della CEI. Infatti, l’Assemblea ordinaria dei vescovi italiani era già convocata per maggio con questo tema centrale.

“Deve essere capitato qualcosa di importante, se l’Assemblea ha deciso di dilazionare i tempi della conclusione del Cammino di sei mesi rispetto al termine fissato. (…) Personalmente l’ho vissuta come momento di crescita della comunione, come esperienza istruttiva: in definitiva, una lezione di sinodalità”. Così ne ha parlato il vescovo mons. Erio Castellucci, cioè la figura di riferimento del Cammino sinodale in Italia.

Nella palestra di sinodalità con i vescovi

Il presidente del Comitato nazionale non aveva messo in conto “gli esami di riparazione autunnali”, come egli stesso ha definito il rinvio. In qualche modo però era stato proprio lui a indicare ai partecipanti anche questa possibile conclusione. Il 31 marzo, introducendo i l primo giorno di lavori nell’Aula Paolo VI, mons. Castellucci aveva detto: “Quando avviammo questo Cammino insieme al Sinodo della Chiesa universale, ci ponemmo come obiettivo principale non un nuovo libro ma un nuovo stile; il libro, pur necessario, è funzionale a fissare, mantenere e verificare lo stile. Di libri ormai ne abbiamo collezionati parecchi, e tutti molto ricchi”.

Lavorando insieme per quattro giorni i componenti dell’Assemblea sinodale hanno ritenuto che proprio lo “stile” dovesse diventare messaggio e precedere la definizione del contenuto. Ne hanno reso partecipe anche Papa Francesco nel messaggio che gli hanno inviato alla fine del loro lavoro: “Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi. (…) Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro”.

Per passare pienamente alla recezione del Cammino sinodale l’Assemblea ha voluto mostrare come recepirlo. Il messaggio è stato immediatamente fatto proprio dai vescovi: l’ottantesima Assemblea ordinaria della Conferenza episcopale italiana è stata spostata da maggio a metà novembre. L’Assemblea di maggio è per i vescovi un appuntamento fisso dal 1976; in quasi mezzo secolo gli spostamenti di data si contano sulle dita di una mano. L’eccezionalità della decisione di rinvio conferma che la “palestra di sinodalità” coinvolge l’intera Chiesa italiana e che l’esigenza di approfondimento delle Proposizioni non è una battuta d’arresto, ma la rincorsa per un consentire un salto in avanti ancora più lungo.

Domenica 11 maggio 2025

In copertina

Un incontro nella ricerca della carità alle Cucine economiche popolari di Padova. Foto “black & white” CEP.

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