• Drastici tagli dei trasferimenti statali
per la viabilità provinciale

• Le Province venete non potranno investire in sicurezza •
Il Ponte sullo Stretto di Messina è ancora di carta, ma gli automobilisti veneti hanno già cominciato a pagare il pedaggio.
E lo pagano a casa propria: tra Padova e Vicenza, tra Venezia e Treviso e Belluno, tra Verona e Rovigo. Un bel mucchio di soldi delle loro tasse destinato alla viabilità provinciale finisce invece a pagare le “carte” del Ponte sullo Stretto. Lo hanno deciso Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Proprio il Salvini ministro delle Infrastrutture e segretario della Lega.
I conti dell’Unione Province Italiane
Non tocca solo ai veneti, ovviamente, pagare il pedaggio in conto Ponte di Messina. Tutti gli automobilisti sono stati costretti nella stessa condizione.
Giovedì 15 maggio all’assemblea dei presidenti delle Province italiane il presidente Pasquale Gandolfi ha chiamato a raccolta tutti i colleghi italiani.
C’è una battaglia su cui vi chiedo il massimo sostegno: quella per contrastare i tagli operati dalla Legge di Bilancio prima e dal Decreto milleproroghe poi, ai fondi di investimento delle Province per la manutenzione straordinaria della rete viaria.
Tagli gravissimi, che intervengono sulla programmazione in atto, bloccando opere in corso, e che azzerano completamente la possibilità di investimento dei nostri enti su oltre 100 mila chilometri di strade.
- Nel biennio 2025 – 2026 si tagliano 385 milioni su 550 milioni già assegnati, bloccando di fatto le opere in corso e gli interventi programmati. Il 70% di risorse in meno, con ripercussioni gravissime sulla sicurezza delle nostre strade.
- Nel quinquennio, dal 2025 al 2029 il taglio ammonta a 660 milioni su 1,3 miliardi che ci erano stati assegnati: quasi il 50 % di risorse in meno.
- Dal 2030 al 2036 il taglio è di 1,1 miliardo su 2,8 miliardi che ci erano stati assegnati: il 40% in meno.
In tutto, dal 2025 al 2036 sono 1,7 miliardi sottratti alla messa in sicurezza e all’efficientamento della rete viaria provinciale, per finanziare la costruzione di una unica opera: il ponte sullo stretto di Messina.
Matteo Salvini non risponde
Prima di chiedere e ricevere subito l’appoggio dei colleghi presidenti di Provincia, Gandolfi aveva provato a chiedere indietro i soldi a Matteo Salvini.
Niente da fare, ha raccontato sempre giovedì scorso.
Con spirito costruttivo e di collaborazione istituzionale, insieme al Vicepresidente Marcon abbiamo scritto al Ministro Salvini – trovate la lettera in cartella – chiedendo di rivedere i tagli e di riassegnare immediatamente i 385 milioni sottratti per il 2025 e 2026.
Fino ad ora non abbiamo ricevuto risposta. Vi chiedo quindi di valutare insieme le iniziative politiche da intraprendere per contrastare questa decisione e restituire ai territori e alle comunità il diritto di circolare su strade sicure ed efficienti.
Il vicepresidente dell’Unione Province Italiane Stefano Marcon è il presidente della Provincia Treviso e presidente dell’Upi Veneto. Sindaco di Castelfranco Veneto è un esponente della Lega di Matteo Salvini.
Di taglio in taglio
Carlo Rapicavoli è il segretario generale di Upi Veneto ed ha fatto i conti dei soldi destinati ai 7.200 chilometri (con qualche centinaio di relativi ponti e viadotti) di strade provinciali in Veneto e dirottati dal governo Meloni-Salvini sul Ponte di Messina.
Cominciamo dalla legge di Bilancio 2018. Con quella legge il governo di Paolo Gentiloni destinava alle Province e alle Città Metropolitane risorse pluriennali predeterminate dal 2018 al 2034, attraverso trasferimenti annuali. Ciò facilitava la programmazione degli investimenti da parte delle Province.
Con la legge di Bilancio 2025 il governo Meloni-Salvini-Taiani ha tagliato gli stanziamenti per il periodo 2029-2034 per complessivi 747 milioni in tutta Italia. Senza aspettare quattro anni, la stessa legge ha abbassato lo stanziamento a livello nazionale di 20 milioni per il 2025 e di altri 15 per il 2026, il che comporta per il territorio veneto un calo di 1.391.243 euro, secondo i calcoli di Rapicavoli.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è però proprio a corto di soldi. Nel Decreto Milleproroghe, convertito in legge il 24 febbraio, c’è infatti non una proroga ma un ulteriore taglio netto di 175 milioni annui per il 2025 e il 2026. Per le Province venete, la conseguenza è che gli iniziali 19,1 milioni caleranno ulteriormente a 5.564.968 nel 2025 e a 5.912.779 nel 2026.
Un pedaggio pesante pagato dagli automobilisti in tema di sicurezza della viabilità provinciale.
Domenica 18 maggio 2025
In copertina
Il “normale” traffico sulla strada provinciale 47 Valsugana tra Padova e Cittadella.