• Il richiamo del presidente brasiliano Lula da Silva
agli Stati membri del G7

• Papa Leone denuncia l’affermarsi
del “presunto diritto di obbligare gli altri con la forza” •
• Pordenone, 2 luglio 2025 •
Caro Tino, hai fatto bene a dare spazio alla proposta di un Ministero della Pace. È proprio di questo di cui abbiamo bisogno: istituzioni nazionali e internazionali capaci di guidare i popoli fuori dal vicolo cieco delle armi e dentro il sentiero, difficile ma possibile, del disarmo e del dialogo.
All’ultimo vertice del G7
Il tema è urgente, non solo a livello italiano ed europeo, ma planetario. Se ne fatto interprete, ad esempio, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, tra i sei leader del Sud del mondo invitati a partecipare a una sessione speciale dell’ultimo vertice del G7, il 17 giugno scorso in Canada.
Come al solito, il Sud del mondo non ha fatto notizia neanche in questa occasione. Eppure al vertice del G7, il presidente brasiliano ha pronunciato parole che pochi leader osano dire in sedi così ristrette: “La guerra tra Russia e Ucraina non avrà una soluzione militare. E nulla giustifica la strage indiscriminata di donne e bambini a Gaza”.
La pace si costruisce con la giustizia
In un contesto segnato dalla corsa al riarmo — 2.700 miliardi di dollari in spese militari all’anno, l’equivalente del PIL italiano — Lula ha richiamato tutti a un principio che dovrebbe essere elementare: la pace non si costruisce con le armi, ma con la giustizia.
Il riferimento di Lula all’ONU — “è tempo di restituirle centralità” — interpella direttamente l’Europa. Possiamo permetterci il lusso di restare spettatori mentre, come ha sottolineato il presidente Lula da Silva, il Medio Oriente rischia una deflagrazione totale o Haiti sprofonda nel caos?
Il discorso del leader brasiliano non è solo un atto di accusa. È un invito a colmare il vuoto.
Leonardo Zambon
Commenta Tino Bedin
C’è anche il fatto, caro Leonardo, che alcuni organismi multilaterali o internazionali non sono stati aggiornati.
L’argomentato intervento di Lula da Silva all’ultimo G7 in Canada che tu citi, ha avuto un’anteprima.
Al suo arrivo a Kananaksis, il presidente brasiliano ha incontrato un gruppo di giornalisti: Gli è stato chiesto se la Russia dovesse essere riammessa nel G7. Lula ha risposto: “Dopo il G20, in fondo, il G7 non serve più. Il G20 ha una maggiore pregnanza umana ed economica”; aggiungendo che vi partecipa anche la Russia. Poi ha scherzato, dicendo che il G7, invece, è il luogo dove “si incontrano i cugini ricchi”.
La legge del più forte
Anche per la lentezza delle democrazie liberali nel riconoscere i cambiamenti mondiali, si sono indebolite tutte le istituzioni preposte all’intermediazione e così è saltata ogni misura di legalità internazionale.
Papa Leone ho ha drammaticamente evidenziato sempre nel discorso tenuto giovedì 26 giugno ai partecipanti all’assemblea della “Riunione delle opere per l’aiuto alle Chiese orientali”, che ho citato proprio nell’articolo sul Ministero della Pace.
“È veramente triste assistere oggi in tanti contesti all’imporsi della legge del più forte, in base alla quale si legittimano i propri interessi. È desolante vedere che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza. Questo è indegno dell’uomo, è vergognoso per l’umanità e per i responsabili delle nazioni”.
Le istituzioni internazionali sono indispensabili
Le istituzioni che sono state pensate e realizzate nella seconda metà del Novecento devono essere cambiate. Si dovranno aggiornare i Trattati costitutivi delle istituzioni internazionali. È possibile che se ne debbano inventare di nuove. Di sicuro non si può farne a meno.
Lo conferma anche il progetto italiano del Ministero della Pace. Uno dei cinque in cui è articolato è “Diritti Umani ed Economia di Condivisione: promozione di una cooperazione internazionale equa e sostenibile, nel segno della solidarietà fra i popoli e della giustizia universale”.
In copertina
L’illustrazione è della fumettista Chiara Giorgi per la pagina del Gruppo regionale PD del Lazio.