CARTOLINA / Giovedì 16 aprile 2026

• Una storia che aiuta un sorriso su un tema (e i suoi protagonisti contemporanei) che in questi giorni inquieta, addolora, preoccupa •
I protagonisti sono un Papa e un rappresentante istituzionale degli Usa.
Niente di paragonabile all’indecoroso sproloquio del presidente degli Stati Uniti su Papa Leone XIV. Più riferibile magari alla servizievole “aggiunta” con cui il vicepresidente degli Stati Uniti ha ripetuto di ossequiare il suo capo, dando lezione al Sommo Pontefice.
“Gentile signora, sono cattolico anch’io”
Il Papa è Pio XII, il rappresentante degli Usa è l’ambasciatrice in Italia. La scena è raccontata dal giornalista Roberto Gervaso (1937-2020) in uno dei suoi libri: Ve li racconto io (Mondadori, 2006).
L’ambasciatrice era la rappresentante del governo USA in Italia dal 1953 al 1956, la signora Clare Boothe Luce, raccontata come una donna di grande charme, intelligente, regina dei salotti, moglie dell’editore delle maggiori riviste americane, convertita al cattolicesimo, anticomunista ferrea.
Ricevuta in udienza particolare da Pio XII si prodigava nel dargli consigli su alcune linee di politica ecclesiale, su come contrastare il comunismo e come favorire un cattolicesimo integrale. Il Papa, dopo aver ascoltato le sue esternazioni, l’ha ripresa bonariamente con queste parole: “Gentile signora, sono cattolico anch’io e non devo essere convertito”.
“Il successore di Pietro insegna”
È una storia che aiuta un sorriso su un tema (e i suoi protagonisti contemporanei) che in questi giorni inquieta, addolora, preoccupa.
Pierluigi Castagnetti la riprende con una annotazione.
Volendo rimanere seri, non si può non rilevare che la sindrome del “presuntuoso bambinone” non è una grande novità da quelle parti.
La storia segnala anche un’altra sindrome sempre americana: la pretesa di chi si è appena convertito (ieri l’ambasciatrice Clare Boothe Luce, oggi il vicepresidente James David Vance) di saperne di più di chi è nato e cresciuto nel cattolicesimo.
Il vescovo del Texas mons. Daniel Flores, vicepresidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha fatto notare: “Il successore di Pietro insegna. Questo è il suo compito. Se ciò che insegna non suona come ciò che vogliamo sentire, dovremmo ammettere la possibilità che il problema stia in ciò che vogliamo sentire e non in ciò che egli insegna”.
La sindrome del “So tuto mi”
A dire il vero, più che di “sindrome dei convertiti” si tratta di tratta della “sindrome del saputello”. La… diagnosi veneta è “So tuto mi”. È per questo che gli americani spiegano al napoletano come si fa la pizza (e la farciscono con l’ananas).
Per restare alla protagonista della nostra storia l’ambasciatrice Clare Boothe Luce, oltre che la sua “lezione” a Pio XII è ricordato il suo monito al presidente della Fiat Vittorio Valletta sulla “necessità” di cambiare la linea del quotidiano La Stampa, troppo di sinistra secondo lei.
Politicamente più petulanti (oltre che grave ingerenza) le “sorpresa e costernazione” espresse dopo l’elezione alla presidenza della Repubblica del democristiano Giovanni Gronchi da lei ritenuto filosovietico. In effetti Gronchi manifestava una grande irritazione verso gli Stati Uniti, ma non per motivi politici: era l’atteggiamento della stampa americana verso di lui ad infastidirlo, convinto – com’era – che i giudizi critici del settimanale Usa “Time” fossero stati dettati da proprio Clare Boothe Luce, l’ambasciatrice a Roma del proprietario di quella rivista.

In copertina
Pio XII: questo il nome scelto dal cardinale Eugenio Pacelli il 2 marzo 1939, giorno in cui iniziò così il suo lungo Pontificato (ben 19 anni, dal 1939 al 1958), uno dei più difficili e drammatici Pontificati fra i tanti che la Chiesa ricorda nel corso di due millenni. La foto è da Vatican News.