• Il suo funerale nella chiesa di San Bonaventura
a Cadoneghe è stata la sua ultima esperienza corale •
• Giovane linotipista a Torino, poi artigiano a Padova,
è rimasto tipografo fino alla fine •
DIARIO DI COMUNITÀ / Martedì 7 luglio 2026
Attorno alla bara di Luigi Carbonara non c’era più posto nella chiesa di San Bonaventura a Cadoneghe. Nella calda mattina di martedì 7 luglio centinaia di persone hanno desiderato essere parte della sua ultima esperienza di comunità.
Luigi Carbonara è morto a 85 anni, nel sonno. La frattura è così ancora più dolorosa per la moglie Matilde e i figli Roberta e Diego e le loro famiglie.

La comunità, per parte sua, sembra non poter fare a meno di lui e riempie la chiesa. Può così conservarne un’immagine di operosità e disponibilità. Fra le ultime, quella che Luigi Carbonara ha mostrato lunedì 15 giugno alla cena solidale di Fraternità Missionaria nel capannone della sagra di San Bonaventura.
Oppure quella che a conclusione del rito funebre è stata evocata dal parroco don Silvano Berto: l’insistenza con cui lui ottantenne si proponeva per organizzare in parrocchia occasioni di apprendimento dell’inglese e corsi di informatica per i suoi coetanei.
Aveva accettato la vita come sfida, fin dal primo momento in cui l’ha costruita. Dalla Puglia era salito a Torino, per lavorare come linotipista: lo ricorda il figlio Diego nell’introdurre la liturgia funebre. Con Matilde si trasferisce a Padova e continua in maniera indipendente la sua professione nel campo della tipografia. Una sfida non sempre facile, non sempre indolore.
Lui tipografo, io giornalista: ci siamo incontrati così.
Anche nella comunità di Cadoneghe abbiamo condiviso esperienze: Luigi Carbonara è stato uno dei candidati al consiglio comunale dell’intesa civica Il Ponte alle elezioni municipali del 1995. A quella esperienza egli arrivava dall’attività nella sezione di Cadoneghe della Democrazia Cristiana. Aveva condiviso le sue idee di cattolico democratico anche in famiglia: cinque anni prima di lui, infatti, la figlia Roberta, studentessa universitaria, era nella lista DC per il consiglio comunale di Cadoneghe.
In politica non ha avuto… fortuna, ha ricordato con bonarietà il figlio Diego al funerale. A Luigi Carbonara però importava essere nella comunità, alla quale ha saputo essere fedele, continuando a dare quello che sapeva fare e di cui era fiero.
È rimasto tipografo fino alla fine, racconta chi lo ha frequentato ultimamente. Ha voluto continuare un servizio volontario agli alpini in congedo, che era stato di un altro tipografo “storico” di Cadoneghe, Renato Valentini.
Luigi Carbonara era davvero una persona di comunità, un fedele della comunità.
In copertina
Luigi Carbonara nella foto scelta dai familiari per il funerale.
Ultimo aggiornamento
Venerdì, 10 luglio 2026