L’Europa è meglio di Trump

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Appello di Enrico Letta, Paolo Gentiloni e altri

La sicurezza, la prosperità e la democrazia
degli europei non possono più dipendere
dalla mutevole volontà degli Stati Uniti

L’Unione Europea si trova ad affrontare sfide senza precedenti in un momento in cui l’ordine multilaterale basato sull’Onu è sotto attacco. La strategia di appeasement nei confronti di Donald Trump — dal vertice della Nato alla deregolamentazione delle norme digitali, dell’intelligenza artificiale e dell’ambiente, compresa l’umiliazione tariffaria di Turnberry — non funziona.

Accomodamenti inutili

Le concessioni e gli accomodamenti non hanno ridotto né l’imprevedibilità né l’ostilità di Trump. Al contrario, hanno accresciuto la vulnerabilità strategica dell’Europa, prodotto un piano di capitolazione inaccettabile per l’Ucraina e una dichiarazione politica di guerra contro l’Ue sotto forma della strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nella quale egli invoca un ritorno a un’Europa delle nazioni e annuncia, di conseguenza, un’alleanza con le forze politiche nazional-populiste del continente.

L’Europa deve pertanto trarne le necessarie conclusioni: la sua sicurezza, la sua prosperità e la sua democrazia non possono più dipendere dalla mutevole volontà degli Stati Uniti. L’autonomia strategica non è più un’opzione ma una necessità. L’Unione Europea deve essere in grado di agire in modo indipendente, di assumersi la piena responsabilità della propria difesa e di perseguire i propri interessi e valori sulla scena mondiale con sovranità e credibilità. (…)

La Difesa comune europea

 Come nel 1950, dobbiamo concentrare l’attenzione su un punto critico: l’istituzione di una difesa comune europea sostenuta da un’unione politica rafforzata. Solo un’Europa più federale può affrontare tali sfide, garantendo il rispetto dei nostri valori e dei nostri diritti fondamentali, a meno che non siamo pronti ad accettare Trump come autorità politica mondiale in un partenariato ambiguo con Putin e Xi Jinping.

Riconoscendo la minaccia alla sicurezza che l’Ue deve affrontare e l’ostilità aperta di Trump, confermata dalla strategia di sicurezza nazionale, invitiamo gli Stati membri riuniti nel Consiglio europeo a istituire una Difesa comune europea, come previsto dall’articolo 42 del Trattato sull’Unione Europea, ciò che può essere realizzato anche attraverso una nuova cooperazione strutturata permanente tra gli Stati membri volontari in caso di mancanza di unanimità.

Questo costituirà un sistema europeo di difesa capace di coordinare le forze armate nazionali in caso di aggressione contro qualsiasi Stato membro. Ciò richiede un centro di comando e controllo dell’Ue.

Giovedì, 11 dicembre 2025

Il testo

Con il titolo All’Europa serve una dichiarazione d’indipendenza questo Manifesto è pubblicato su La Repubblica, El Pais, Le Soir Gazeta Wyblocka. Il testo integrale è disponibile nel sito del Movimento Federalista Europeo.

Questo testo si basa sulla dichiarazione adottata dal Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa rilanciato il 18 ottobre 2025, alla Maison Jean Monnet, Houjarray / Bazoches-sur-Guyonne, Francia.

L’estratto e la sua titolazione sono della redazione di Euganeo.it.

I firmatari

Il Manifesto ha come primo firmatario Enrico Letta ed è sottoscritto da numerosi esponenti dell’Europeismo continentale. Ne riportiamo solo alcuni che hanno svolto ruoli di vertice nelle istituzioni dell’Unione.

Enrico Letta, già presidente del Consiglio dei ministri, presidente dell’Institute Delors, autore del rapporto Much more than a market (Italia)

Josep Borrell Fontelles, già Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza ed ex presidente del Parlamento europeo (Spagna)

Hans-Gert Pöttering, già presidente del Parlamento europeo (Germania)

Pascal Lamy, già direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, già commissario europeo al Commercio (Francia)

Danuta Hübner, già Commissaria europea alla politica regionale, già deputata al Parlamento europeo (Polonia)

Paolo Gentiloni, già Commissario europeo all’economia, già Presidente del Consiglio dei ministri d’Italia (Italia)

Nicolas Schmit, già commissario europeo per l’Occupazione e i diritti sociali (Lussemburgo)

Enrique Barón Crespo, già presidente del Parlamento europeo (Spagna)

Klaus Hänsch, già presidente del Parlamento europeo (Germania)

In copertina

Un invito urgente anche da parte di Graziano Delrio.

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