CARTOLINA / Venerdì 6 giugno 2025

• La vita è tema della politica, ma prima è un tema
della comunità: riguarda tutti insieme e ciascuno •
Non è un referendum sul governo quello dell’8 e 9 giugno. Quale sia l’esito, Giorgia Meloni continuerà a fare la presidente del Consiglio, Elly Schlein resterà segretaria del Partito Democratico.
Non è referendum sulla democrazia quello dell’8 e 9 giugno. Giorgia Meloni passerà al seggio elettorale non per votare ma per farsi fotografare. È il capo del governo, ma non sembra voglia farsi carico di tutti. Pazienza, la democrazia italiana ha avuto la meglio su altri governanti.
È difficile chiamarsi fuori
È un referendum sulla qualità della vita di molte persone quello dell’8 e 9 giugno.
Uno dei cinque referendum è direttamente sulla vita di molte persone. L’anno scorso i morti per il lavoro sono stati 1.090: quasi tre morti al giorno. Con il voto si prova a responsabilizzare la catena dei subappalti, lungo la quale – secondo le analisi degli studiosi – si genera il 70 per cento sia degli incidenti, sia delle morti sul lavoro.
La vita è tema della politica, certo. Infatti, il voto referendario si esprime su alcune leggi. La vita è, tuttavia, prima di tutto un tema della comunità: riguarda tutti insieme e ciascuno. È difficile chiamarsi fuori.
Strumento di partecipazione essenziale
Non è stato, dunque, un caso e neppure una novità che nell’ultimo mese la Chiesa padovana abbia dedicato all’appuntamento referendario attenzione ed iniziative.
Per questa Cartolina ho scelto proprio l’immagine utilizzata dalla Chiesa padovana per le sue proposte.
“Occasioni di conoscenza e di approfondimento per un voto consapevole”, le ha definite la Diocesi. A promuoverle è stato l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e il lavoro, in collaborazione con altri uffici diocesani (in questa occasione Pastorale della missione e Pastorale dei migranti-Migrantes) e le sezioni padovane di altre realtà associative cattoliche (Azione cattolica, Acli, Csi e Noi associazione).
“Il referendum – ha motivato la Diocesi – è uno strumento di partecipazione essenziale; è nostro dovere di cittadini informarci, esercitare il diritto di voto ed esprimere nell’urna il nostro parere rispetto a due elementi costitutivi della convivenza democratica: il lavoro e la cittadinanza”.
Lavorare oggi non basta più
Lo stretto rapporto tra vita e lavoro è stato evidenziato in queste settimane dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei vescovi italiani. Martedì 27 maggio l’arcivescovo di Bologna ha introdotto i lavori del Consiglio permanente della Cei, con una riflessione anche sui temi del lavoro e della cittadinanza, cioè sui temi dei referendum.
“In tema di vita e di dignità, non possiamo non concentrare la nostra attenzione – ha detto il cardinale Zuppi – sul mondo del lavoro. Uno dei dati più preoccupanti emersi dall’ultimo Rapporto annuale dell’Istat, pubblicato lo scorso 21 maggio, è quello relativo al lavoro povero, sempre più diffuso, tanto che oltre il 23 per cento della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale. In sintesi, lavorare oggi non basta più per dirsi al riparo da una condizione di indigenza”.
Le conseguenze sono esperienza quotidiana per molti: “Tutto ciò va a scapito delle famiglie e, a cascata, dell’accesso alle cure sanitarie, delle opportunità di studio, della possibilità di affrontare spese ordinarie e straordinarie. Il lavoro povero aumenta le disuguaglianze di genere, territoriali e intergenerazionali e rende ancora più acuto il drammatico problema della casa”.
“C’è bisogno – ha concluso il presidente dei vescovi italiani – di coraggiose politiche del lavoro, che sappiano tenere insieme l’esigenza di salari giusti e di produzioni coerenti con l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa. Senza lavoro non c’è rispetto della dignità”.

In copertina
La locandina delle proposte della Chiesa padovana per approfondire i referendum.