• I “frutti” dell’impegno civico e scolastico
restano dopo la sua morte

• La collaborazione nella positiva stagione dell’Ulivo •
La morte di Giorgio Bovo è un lutto di comunità a Piove di Sacco. Il duomo di San Martino, che mercoledì alle 15.30 ne accoglie la bara, è il luogo di un compianto diffuso per la sua persona, ma anche per la città.
Da lunedì mattina, quando Giorgio Bovo si è spento nella sua casa in via San Nicolò all’età di 71 anni, Piove di Sacco è, infatti, meno ricca di esempi e di riferimenti. Inevitabile, perché Giorgio Bovo ha fatto crescere la comunità con la sua professione e con il suo impegno politico, l’una e l’altro interamente dedicati a Piove.
Tra scuola e politica
“Far crescere”, letteralmente, è stato il suo modo di intendere la vita. Così ha fatto l’insegnante di Estimo prima al “San Benedetto da Norcia” e quindi al “De Nicola” per i futuri geometri. Così ha fatto nell’impegno politico e nell’amministrazione comunale.
“Grazie a lui, alla sua generosità e capacità, ho mosso i primi passi in politica, nel consiglio comunale, e mi ritengo assolutamente fortunato ad aver camminato insieme con lui per un lungo periodo!”, scrive Davide Gianella, che è stato sindaco ed è assessore. E Andrea Candian conferma: “Mi ha insegnato come si fa politica guardando al bene comune, concretamente. Una ventina di anni fa presi il suo testimone alla guida dei Democratici di Sinistra a Piove. Lo ringrazio di cuore, un pezzo di ciò che sono lo devo a lui”.
Con l’obiettivo di unire
Con Giorgio Bovo ci siamo frequentati in una stagione politica nella quale era indispensabile “far crescere” il desiderio di unità fra le forze popolari e civiche. Tra il 1998 e il 2004 ha ricoperto il ruolo di segretario dei Democratici di Sinistra, mentre io ero senatore dell’Ulivo della Bassa padovana e quindi del Piovese. Proprio la costruzione dell’Ulivo a Piove di Sacco è stato un impegno che insieme abbiamo condiviso e realizzato.
Nel maggio del 2002 un passo decisivo con la costituzione del Coordinamento dell’Ulivo di Piove di Sacco: Bovo ne faceva parte assieme a Mario Crosta, Giovanni Crivellaro, Sergio Contran, Andrea Candian e Alessandra Lotto.
Prima e dopo un lungo impegno condiviso tra noi due. Ricordo i puntuali e sempre costruttivi appuntamenti nella sede dell’Ulivo che, con l’apporto insostituibile di Giorgio Bovo, era diventata il punto di riferimento fisso, accanto al duomo, al terzo piano di Piazza Incoronata 16, sopra la sede delle Acli.
C’era un obiettivo che Giorgio Bovo non mancava d ripetere ad ogni occasione: “Unire tutti i soggetti che si riconoscono nell’Ulivo, non solo i partiti, ma anche i singoli cittadini, le associazioni e la società civile; dialogare ed confrontarsi con le altre forze politiche che si oppongono alla Casa delle Libertà, e cioè con l’Italia dei Valori e Rifondazione Comunista, al fine di trovare un punto di convergenza”.
Cittadino anche in aula
La conclusione di quell’instancabile impegno è nel 2004 l’elezione a sindaco di Mario Crosta. A Giorgio Bovo, Crosta chiese di fare il vicesindaco e gli affida le deleghe dei Lavori pubblici e dell’Edilizia privata.
Per Bovo è la ripresa di un servizio di amministratore comunale che aveva già svolto dal 1995 con il sindaco Lino Conte: anche allora era stato vicesindaco oltre che assessore alla Cultura.
Per come l’ho conosciuto, Giorgio Bovo non è stato il professore prestato alla politica e all’amministrazione, ma il cittadino attivo che continuava ad essere tale anche nelle aule del “San Benedetto da Norcia” e del “De Nicola”.
Lo sintetizza perfettamente il sindaco di Piove, Lucia Pizzo, nella sua partecipazione al lutto della comunità.
“Ci ha lasciati un cittadino che nella sua vita si è dedicato con passione, onestà e impegno al servizio dei cittadini. La partecipazione politica lo ha sempre visto attento, attivo, ancorato agli ideali della democrazia vissuta con coerenza. Un esempio di cittadinanza attiva che ha trasfuso anche nel mondo della scuola”.
Amministrare per la giustizia sociale
C’è stata in Giorgio Bovo la consapevolezza del primato della politica nell’attività amministrativa. Un primato non astratto né ideologico, perché la comunità, le famiglie della comunità ne sono state il soggetto, non l’oggetto. È illuminante, al riguardo, la sua presentazione della lista dei “Democratici di sinistra con Mario Crosta sindaco” per le elezioni municipali del 2004. Tra “alcuni spunti programmatici, cose concrete da fare, impegni chiari e realizzabili”, Bovo non elenca opere pubbliche né iniziative amministrative né scelte urbanistiche. Immagina la futura amministrazione comunale di Piove come “un ulteriore passo per conseguire quella giustizia sociale che è uno dei nostri valori fondamentali” titola la presentazione “Con le famiglie, contro il mercato della malattia”.
La ricchezza della salute
C’è molta attualità politica, vent’anni dopo (era il 2 maggio 2004), in quella presentazione della lista. Può essere utile rileggerne alcuni passaggi.
“Lista fatta di persone diverse per età, professione, formazione culturale, ma tutte accomunate dagli stessi valori che ci portano a sperare in una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana.
“Vogliamo preservare la nostra città dai particolarismi e dagli individualismi più sfrenati: è necessario ritornare a quella solidarietà che è propria anche della tradizione cattolica.
L’elemento unificante del programma della coalizione è la centralità della persona: al centro dell’agire politico si deve porre la persona con i suoi diritti, le sue necessità.
La salute è un bene collettivo: deve essere vista come risorsa e non solo come costo. La buona salute dei cittadini rappresenta una ricchezza per il paese ed una opportunità di sviluppo sociale ed economico.
“Nel momento in cui si fa più forte il rischio che la malattia e la disabilità diventino mercato è necessario tutelare maggiormente le famiglie più deboli che si trovano a gestire problemi enormi quali anziani invalidi, malati cronici e disabili e che troppo spesso sono lasciate sole”.
Negli ultimi tempi Giorgio Bovo aveva sperimentato nella sua vita la fragilità che genera la malattia. Lo scorso anno era rimasto vedovo. La prematura perdita della moglie Loretta Tassoni, per la quale “si è speso con un amore immenso” (testimonia Davide Gianella), lo aveva definitivamente segnato. Il probabile arresto cardiaco, di cui è rimasto vittima nella notte tra domenica e lunedì, si è inserito in questa fragilità.
DIARIO DI COMUNITÀ / MERCOLEDÌ 26 MARZO 2025
In copertina
Giorgio Bovo nella foto di gruppo della giunta municipale di Piove di Sacco presieduta da Mario Crosta. Ho scelto questa immagine (riproposta dal Mattino di Padova), anche se lontana nel tempo, a ricordo della nostra collaborazione nell’Ulivo.