“È un referendum sui giudici, ma ci coinvolge come cittadini”

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Cadoneghe: lezione di Lucia Carrara
nel “salotto civico” di Carlo Lazzaro

I contenuti dell’appuntamento elettorale,
ma anche le conseguenze del voto

Sapere prima di votare. È l’impegno civico che, elezione dopo elezione, si è preso il professor Carlo Lazzaro. Lo ha fatto anche per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in calendario il 22 e 23 marzo di quest’anno.

Lunedì 16 febbraio nella sua abitazione a Cadoneghe ha organizzato assieme alla moglie Bertilla Cesaro un “salotto civico” senza sigle di partito e di schieramento.
La professoressa Lucia Carrara, anche lei di Cadoneghe, per oltre vent’anni docente di Diritto all’istituto “Newton–Pertini” di Camposampiero, ha svolto con competenza e chiarezza, arricchite dalla partecipazione civica né dissimulata né esibita, il percorso informativo suggerito dal padrone di casa.

Commentando ed integrando

“In merito alla votazione a cui sono chiamati tutti gli italiani con diritto di voto – dice l’invito di Carlo Lazzaro – ci sono questioni su cui molti di noi non sono pienamente informati; penso in particolare su cosa sia un referendum confermativo di modifica della Costituzione (che non è il referendum abrogativo di una legge!) e quali siano le modifiche apportate dal Parlamento sulle quali dobbiamo esprimerci con un voto e quali potrebbero essere le implicazioni istituzionali che possono derivare in futuro dalla vittoria di un sì o di un no e che riguarderanno ciascuno di noi”.

È lo spirito con cui poco meno di una trentina di persone hanno seguito con attenzione, commentato cammin facendo e poi integrando l’introduzione di Lucia Carrara.

Tutti insieme hanno chiarito che non si tratta di un “referendum sulla giustizia”.

La riforma votata dalla sola maggioranza in Parlamento non interviene né sull’eccessiva durata dei processi – penali, civili e amministrativi – né sul drammatico sovraffollamento delle carceri, che rappresentano le vere emergenze della Giustizia nel nostro Paese.

I contrappesi costituzionali

Lucia Carrara ha spiegato che il 22–23 marzo 2026 non si vota soltanto sulla separazione delle carriere: si decide su un’idea di democrazia, cioè sulla capacità del potere giudiziario di restare contrappeso costituzionale del potere politico.

I sostenitori della riforma sostengono che l’autonomia della magistratura non verrebbe toccata. Formalmente no, ha convenuto la professoressa Carrara. Ma nei fatti il rischio c’è. Due Consigli superiori della Magistratura (uno per categoria) e la disciplina spostata fuori dall’autogoverno, in un’Alta Corte disciplinare, sono la base di un cambio di equilibrio costituzionale che potrà poi essere completato anche con norme legislative ordinarie o con strumenti organizzativi.

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