• Tre cardinali Usa spiegano le motivazioni
della loro Dichiarazione “Tracciare una visione morale della politica estera americana”

• “Non ho bisogno del diritto internazionale”,
ha affermato Trump dopo l’operazione militare speciale statunitense in Venezuela •
“La dottrina sociale cattolica testimonia che quando l’interesse nazionale, concepito in modo ristretto, esclude l’imperativo morale della solidarietà tra le nazioni e la dignità della persona umana, ciò porta a immense sofferenze nel mondo e a un attacco catastrofico alla pace giusta che giova a ogni nazione ed è volontà di Dio”.
Il cardinale Robert McElroy, arcivescovo di Washington, spiega così la sua firma alla dichiarazione Charting A Moral Vision of American Foreign Policy (Tracciare una visione morale della politica estera americana), pubblicata lunedì 19 gennaio, con le firme anche del
cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago e del cardinale Joseph W. Tobin, C.Ss.R., arcivescovo di Newark.
Mons. McElroy insiste: “Nel nostro attuale dibattito nazionale sui fondamenti della politica estera americana, ignorare questa realtà significa mettere a rischio i più autentici interessi del nostro Paese e le migliori tradizioni di questa terra che amiamo”.
Fondata l’obiezione di coscienza in un attacco alla Groenlandia
La distanza della politica estera americana dalla Dottrina sociale della Chiesa è tale da poter rendere necessaria anche l’obiezione di coscienza da parte di cattolici in servizio militare.
Domenica 18 gennaio, un giorno prima della dichiarazione congiunta dei tre cardinali, ne ha parlato un altro vescovo statunitense; proprio quello responsabile della pastorale delle Forze armate Usa (la figura corrispondente all’Ordinario militare in Italia).
L’arcivescovo Timothy P. Broglio dell’Arcidiocesi per i Servizi militari degli Stati Uniti ha affermato, in un’intervista alla BBC, che i soldati statunitensi cattolici potrebbero in coscienza rifiutarsi di obbedire a ordini che li coinvolgessero in un’invasione della Groenlandia.
“Preoccupato” per le anime dei militari statunitensi di cui si prende cura, mons. Broglio ha osservato che “potrebbero trovarsi in una situazione in cui viene loro ordinato di fare qualcosa di moralmente discutibile”. “Abbiamo il diritto internazionale e abbiamo principi morali che dovrebbero guidare tutti noi”, precisa l’arcivescovo, per il quale non vi è alcuna circostanza in cui l’occupazione della Groenlandia con la forza possa soddisfare i criteri di una “guerra giusta”.
L’arcivescovo Timothy P. Broglio riconosce la difficoltà pratica per un militare di rifiutare gli ordini, ma spiega che “nell’ambito della propria coscienza, sarebbe moralmente accettabile disobbedire” a un comando ingiusto. Trump, infatti, continua a non escludere l’opzione militare per ottenere l’isola artica.
Il processo di disgregazione delle istituzioni dell’ordine mondiale
Nella stessa domenica 18 gennaio e sempre alla BBC, Radio 4, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha constatato che l’attuale politica estera statunitense mostra “la chiara convinzione che le soluzioni multilaterali non siano rilevanti e che ciò che conta sia l’esercizio del potere e dell’influenza degli Stati Uniti, talvolta anche al di sopra delle norme del diritto internazionale”.
Questa settimana il Forum economico mondiale di Davos apre mentre si accelera il processo di disgregazione delle istituzioni dell’ordine mondiale. Le violazioni del diritto internazionale, anche da parte delle potenze occidentali non sono una novità, ma Trump lo ha ora dichiarato ufficialmente defunto. “Non ho bisogno del diritto internazionale”, ha affermato dopo l’operazione militare speciale statunitense per rapire il presidente venezuelano Maduro nel suo palazzo presidenziale.
La visione di Papa Leone per relazioni giuste e pacifiche tra le nazioni
La dichiarazione congiunta dei tre cardinali diventa dunque un richiamo necessario.
Lo conferma il cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago: “Come pastori incaricati dell’insegnamento del nostro popolo, non possiamo restare a guardare mentre si prendono decisioni che condannano milioni di persone a vite intrappolate in modo permanente ai margini dell’esistenza. Papa Leone ci ha dato indicazioni chiare e dobbiamo applicare il suo insegnamento alla condotta della nostra nazione e dei suoi leader”.
La presa di posizione una svolta nei rapporti tra Chiesa cattolica americana e amministrazione Trump e potrebbe aprire la strada a ulteriori pronunciamenti di vescovi e cardinali USA.
Lo dice esplicitamente e il cardinale Joseph W. Tobin, arcivescovo di Newark, firmatario della dichiarazione: “Gli eventi recenti, compresa la partecipazione al concistoro della scorsa settimana a Roma con Papa Leone e con i confratelli cardinali provenienti da tutto il mondo, mi convincono della necessità di sottolineare la visione di Papa Leone per relazioni giuste e pacifiche tra le nazioni. In caso contrario, minacce crescenti e conflitti armati rischiano di distruggere le relazioni internazionali e di precipitare il mondo in sofferenze incalcolabili”.
Lunedì, 19 gennaio 2026
Il testo
La dichiarazione Tracciare una visione morale della politica estera americana è disponibile, in una nostra traduzione in italiano, in Euganeo.it.
In copertina
Il cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, il cardinale Robert McElroy, arcivescovo di Washington, e il cardinale Joseph W. Tobin, C.Ss.R., arcivescovo di Newark.