CARTOLINA / Martedì 20 maggio 2025

• Nel 2024 la media globale dell’Indice di democrazia
è scesa al minimo storico •
La democrazia non gode di buona salute nel mondo. E la malattia si aggrava, perché a colpirla non è un virus esterno, ma una patologia interna alla democrazia stessa.
“Lo stato di salute della democrazia nel mondo” è l’infografica a cura di Mauro Bossi nel numero di maggio della rivista Aggiornamenti sociali. La fonte è il Global democracy index 2024, pubblicato a fine febbraio dall’Economist intelligence unit (Eiu). Il Rapporto è stato diffuso da alcune settimane, ma merita di essere conosciuto, soprattutto da noi; intendo dire soprattutto nelle democrazie.
Le quattro categorie di governo

Il Democracy Index è pubblicato ogni anno da The Economist, settimanale britannico di informazione politico-economica, ed analizza lo stato della democrazia in 167 Paesi e territori, classificandoli in quattro categorie: democrazie piene, democrazie imperfette, regimi ibridi e regimi autoritari.
Nel 2024 si sono svolte elezioni in circa 70 Paesi, eppure la media globale dell’Indice di democrazia è sceso al minimo storico di 5,17 punti (il massimo era stato di 5,5 nel 2015). “Mentre le autocrazie sembrano guadagnare forza, come dimostra l’andamento dell’indice dal 2006, le democrazie mondiali stanno faticando”, ha constatato Joan Hoey, responsabile del Democracy Index.
In dettaglio, l’Indice evidenzia che nello scorso anno solo 37 Paesi hanno migliorato il loro punteggio, 83 l’anno peggiorato e 47 sono rimasti stazionari. Insomma, per 130 Paesi su 167 la qualità della democrazia è diminuita o è rimasta invariata.
Sette “difetti” della democrazia rappresentativa
Il Democracy Index 2024 non misura solo la febbre della democrazia; prova anche a diagnosticarne le cause.
Suggerisce, infatti, di prestare attenzione a sette “difetti” della democrazia rappresentativa, che stanno alimentando il malcontento e minacciando la stabilità politica.
Debolezza del funzionamento del governo – I governi faticano a rispondere efficacemente alle sfide economiche e sociali.
Declino della fiducia nelle istituzioni – Crescente sfiducia nei governi e nei partiti politici, con un calo della partecipazione elettorale.
Polarizzazione estrema – L’aumento della divisione ideologica rende difficile il compromesso e la governabilità.
Influenza eccessiva delle élite – Le decisioni politiche sono spesso influenzate da gruppi di interesse e lobby, riducendo il potere dei cittadini.
Crisi della rappresentanza – Molti elettori non si sentono adeguatamente rappresentati dai partiti tradizionali.
Erosione delle libertà civili – Restrizioni alla libertà di espressione e di stampa in diversi Paesi.
Populismo e disinformazione – La diffusione di fake news e la retorica populista minano il dibattito democratico.
I punteggi dell’Italia
Proprio sul criterio della funzionalità di governo l’Italia sale nel Democracy Index 2024, passando da 6,79 a 7,14 su 10.
Questo aumento però non basta a compensare l’andamento generale del nostro Paese. L’Italia ha infatti perso 1,1 punti ed è scesa di tre posizioni nella classifica mondiale. Ora siamo al 37° posto, con un punteggio di 7,58 su 10: un punteggio che ci mette nella categoria delle “democrazie imperfette”. Al ribasso hanno contribuito due dei cinque criteri dell’Indice: la cultura politica (dal 2023 al 2024 l’indice è passato da 7,5 a 6,88) e le libertà civili (l’indice è sceso da 7,35 a 7,06).

In copertina e nel testo
Infografica di Mauro Bossi per Aggiornamenti sociali di maggio 2025