Un’etichetta per le “invenzioni” dell’intelligenza artificiale

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L’Unione europea ha elaborato un “Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA”

Chi pubblica testi, foto, video, audio creati con l’IA
è obbligato a fare in modo che gli utenti
sappiano che stanno guardando una cosa non vera

Non è stato difficile creare il video in cui Roberto Vannacci è nel Colosseo in festa mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte sono legati a un palo e finiscono nella fossa dei leoni. Merito dell’intelligenza artificiale, che è molto brava a mettere volti di persone su corpi non propri, con vestiti e ambientazioni di altre epoche.

Come riconoscere questo artificio noto come deepfake?

Sarà in vigore dal 2 agosto

Finora occorreva ricorrere al proprio spirito di osservazione, per individuare particolari inverosimili. Ma dal 2 agosto ogni video o foto creati con l’intelligenza artificiale dovranno recare un marchio di origine. In quella data entrano in vigore le norme previste dal Regolamento europeo 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), articolo 50, che obbligano le aziende che producono i sistemi di intelligenza artificiale e coloro che li usano per creare e pubblicare testi, foto, video, audio, a fare in modo che gli utenti sappiano che stanno guardando una cosa non vera.

Come? I produttori devono mettere una filigrana digitale, gli utilizzatori devono inserire speciali etichette.

Non sono operazioni semplici. L’8 luglio scorso la Commissione europea ha concluso che il “Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA“, precedentemente avviato incaricando un gruppo di esperti, copre gli obblighi di cui all’articolo 50 e ne facilita l’effettiva attuazione. Il giorno successivo, il comitato per l’IA ha adottato il codice. Chi accetta questo codice dimostra di avere voluto rispettare l’articolo 50, e ha quindi intenzione di essere trasparente.

Le icone previste dal Codice europeo

Nel Codice sono contenute alcune icone  che i creatori, gli editori e altri operatori di sistemi di IA generativa possono utilizzare per etichettare i loro contenuti generati dall’IA.

Ecco le icone.

L’uso di queste icone è facoltativo, ma i requisiti di etichettatura di cui all’articolo 50 della legge sull’IA sono obbligatori. L’obbligo non si applica se il testo generato dall’IA è stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e se una persona fisica o giuridica è responsabile editoriale della pubblicazione del contenuto.poste per la legge di bilancio 2027. A ribadire che le “parole” diventano buone solo se ci sono anche i soldi.

Mercoledì, 22 luglio 2026

In copertina

Illustrazione dell’Unione Europea. © Union européenne

Ultimo aggiornamento

Mercoledì, 22 luglio 2026

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