• Contributo di Franco Monaco •

• Tradusse in italiano, con la sua riconosciuta abilità politica, la linea interventista di Giovanni Paolo II •
Il convegno ecclesiale di Palermo del 1995 rappresentò uno spartiacque.
In quell’occasione, dopo la rottura di ciò che residuava della vecchia unità politica dei cattolici, il Partito popolare dell’on. Mino Martinazzoli, operata dall’on. Rocco Buttiglione, il Papa e la Conferenza episcopale italiana (CEI) presero atto del carattere irreversibile di quel processo. (nota 1)
Le due fasi della “linea Ruini”
A riguardo, la cosiddetta “linea Ruini” (il card. Camillo Ruini è stato Presidente della CEI dal 1991 al 2007) ha conosciuto due diverse fasi: nella prima, chiusasi appunto nel 1995, il Presidente della CEI provò in ogni modo a puntellare l’unità a sostegno del PPI, premendo su Martinazzoli perché raccogliesse nel partito le più rappresentative espressioni del laicato cattolico (già allora visibilmente incompatibili quanto meno sul piano politico); nella seconda, egli praticò una linea non politicamente equidistante, nel segno di un’interlocuzione diretta con forze politiche, Governi e Parlamento.
Un giorno si dovrà tracciare un bilancio più accurato di quella stagione.
Contrastare la scristianizzazione
Sin da ora merita fissare due elementi.
Il primo è che non si trattò di una iniziativa personale e isolata del card. Ruini, al quale, invece, sostenitori e detrattori attribuiscono, nel bene e nel male, quasi un solitario protagonismo. Egli tradusse in italiano, con la sua riconosciuta abilità politica, la linea interventista di Giovanni Paolo II, che aveva maturato un giudizio critico sulla presunta arrendevolezza dell’episcopato italiano nel postconcilio. (nota 2)
Il secondo elemento è che appare riduttivo interpretare l’azione del card. Ruini in chiave meramente politica, quasi fosse mossa da logiche di potere. Il progetto era più nobile e più alto: contrastare, anche per via sociale e politica, la scristianizzazione della società italiana con gli strumenti della politica e delle leggi.
Le incomprensioni tra Ruini e Prodi
Un bilancio di quella strategia politico-pastorale – con un saldo a mio avviso non positivo – va fatto non tanto sul versante dell’esito politico, quanto in rapporto all’intento di invertire la tendenza alla scristianizzazionee alla congruità e all’efficacia degli strumenti della politica a tale fine, cioè sotto il profilo dell’evangelizzazione e della qualità della vita cristiana di persone e comunità in Italia.
Le incomprensioni, caricatesi anche di una valenza personale, tra Ruini e l’on. Romano Prodisi spiegano in questa luce: Prodi è il cattolico che, catalizzando intorno a sé un vasto schieramento di centro-sinistra dentro l’incipiente bipolarismo, prima sancisce la fine definitiva dell’unità politica dei cattolici (cara al Ruini della prima fase) e poi, da “cattolico adulto”, rivendica la propria autonomia laicale e politica rispetto all’attivismo ecclesiastico su Governo, Parlamento e legislazione (a fronte del Ruini della fase due).
Pluralismo politico più subito che accettato
In conclusione, l’approdo al pluralismo politico fu più subito che accettato dal vertice della Chiesa italiana – più variegato è stato l’atteggiamento dei singoli vescovi italiani, ancorché piuttosto silenti sull’argomento – e, alla base, esso ancora non è stato adeguatamente assimilato: un po’ per il riverbero delle resistenze del vertice; un po’ per un approccio alla politica spesso ingenuamente idealistico-ideologico e dunque incline a ipostatizzare lo schema unitario (l’unità di fede meccanicamente trascritta sul piano politico); un po’ per inerziale reiterazione della lunga parentesi unitaria; un po’ per l’avvento di una competizione bipolare esacerbata dall’anomalia berlusconiana che ha turbato un certo irenismo cattolico.
Nota 1
“La Chiesa non deve e non intende coinvolgersi”
In quella circostanza, Giovanni Paolo II introdusse una formula che poi ricorrerà sistematicamente nei pronunciamenti suoi e del Presidente della CEI: «La Chiesa non deve e non intende coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito, come del resto non esprime preferenze per l’una o l’altra soluzione istituzionale o costituzionale».
Espressione, quest’ultima, che allude al vivace confronto allora (e tuttora) in corso in materia di riforma del sistema politico-istituzionale.
Nota 2
Correzione di rotta della Chiesa italiana
Cfr l’illuminante saggio del card. Ruini “Giovanni Paolo II e l’Italia, un rapporto speciale”, in Vita e Pensiero, 2 (2011), 5-10, ove si legge:
«Man mano che aumentava la sua conoscenza della Chiesa italiana, il Papa percepiva infatti più chiaramente la presenza di un convincimento diffuso, tacito più che dichiarato, secondo il quale il processo di secolarizzazione sarebbe stato irreversibile e pertanto l’unica strategia pastorale, ma anche culturale e politica, con speranze di risultati non effimeri avrebbe dovuto essere quella non tanto di contrastare tale processo, quanto piuttosto di accompagnarlo ed “evangelizzarlo” dall’interno».
Strategia che, evidentemente, agli occhi del Pontefice, aveva il sapore di una resa.
In questo testo, l’ex presidente della CEI rivela in termini espliciti il senso del mandato ricevuto dal Papa nella direzione di una chiara correzione di rotta della Chiesa italiana.
Febbraio 2012
Il testo
La rivista Aggiornamenti Sociali ha così commentato la scomparsa di mons. Camillo Ruini, avvenuta martedì 16 giugno 2026.
“Ieri è morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007 e vicario del Papa per la diocesi di Roma. Tra le figure più influenti della Chiesa italiana, si distinse anche per il forte impegno nel dibattito pubblico e politico, opponendosi spesso alle iniziative dei governi, in particolare di quelli progressisti.
Dal nostro archivio, un contributo di Franco Monaco sul ruolo di Ruini nella politica italiana e la partecipazione dei cattolici alla vita del Paese dopo la fine della Democrazia Cristiana”
Il contributo di Franco Monaco ha per titolo I cattolici democratici dopo Todi ed è stato pubblicato nel numero di febbraio 2012.
Euganeo.it propone ai lettori il paragrafo intitolato Il trauma della fine dell’unità politica dei cattolici.
La titolazione di questo estratto è della redazione di Euganeo.it.
Il contesto
Franco Monaco fa riferimento al terzo Convegno della Chiesa italiana si tenne a Palermo dal 20 al 24 novembre 1995 ed ebbe per tema “Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia”.
Padre Bartolomeo Sorge commentò che al “cattolico spiritualista” e al “cattolico presenzialista” il Convegno di Palermo “aveva preferito, senza esitare, la figura del cattolico inculturato, preoccupato cioè di mantenere limpida la propria identità di fede, ma incarnandola nella storia, condividendo i problemi, le lotte e le speranze degli uomini d’oggi”.
In copertina
Il cardinale Camillo Ruini con il pontefice san Giovanni Paolo II. La foto è dalla pagina di Aggiornamenti Sociali.
Ultimo aggiornamento
Mercoledì, 24 giugno 2026.