Italia ed Europa nate per la pace

CARTOLINA / Giovedì, 14 maggio 2026  

Le armi non ci difendono. Non difendono né le persone né le comunità.

Alla Sapienza, la più antica e più grande università di Roma, giovedì 14 maggio Leone XIV dialoga con studenti e docenti. È la visita pastorale del vescovo di Roma. Non è all’università per fare lezioni, ma per condividere preoccupazioni e motivare speranze.

Ad un certo punto dice:

Perciò, a chi è più adulto il malessere giovanile domanda: “Che mondo stiamo lasciando?”.

La risposta va dritta al buio che le guerre in corso diffondono sull’orizzonte dei giovani. Dentro un luogo di formazione repubblicana qual è la Sapienza, Papa Leone dice che nella Costituzione italiana c’è chiara l’alternativa alla guerra e rimanda all’articolo 11 della Carta.

Anche l’Unione Europea si è costituita come alternativa alla guerra. È stata modello per il resto del mondo, ma ora si dedica al riarmo. La durezza della diagnosi è pari alla delusione del Papa venuto dal Nuovo Mondo.

Leggiamo due passaggi del discorso del Papa nell’aula magna della Sapienza

Alleanza con il senso di giustizia dei giovani

“Che mondo stiamo lasciando?”. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale.

La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali.

Più armi, meno educazione, meno salute

Ad esempio, nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune.

Occorre inoltre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti. Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento.

Un radicale “sì” alla vita

Non è andato però per recriminare. In questa grande università Papa Leone è andato in cerca di alleanze con i professori, con i ricercatori, con gli studenti.

Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale “sì” alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!

Lo dice durante il dialogo ufficiale. E perché sia chiaro qual è il senso della sua visita pastorale, lo precisa in un saluto finale a braccio davanti al Rettorato, prima di prendere l’auto.

Vorrei fare come un invito a tutti voi: collaboriamo insieme, siamo tutti costruttori di pace nel mondo, lavoriamo, studiamo, facciamo tutto, dai rapporti fra gli amici, le nostre parole, il nostro modo di pensare, per costruire la pace nel mondo. Abbiate sempre speranza nella possibilità di costruire un mondo nuovo! 

In cerca di artigiani della pace

Già prima, nell’aula magna dell’ateneo il Santo Padre aveva detto che è in cerca di compagni … di lavoro, artigiani in particolare. È la proposta che ha fatta specificatamente ai giovani universitari.

Incoraggio soprattutto voi, cari giovani, a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia. (…)

Studiate, coltivate, custodite la giustizia! Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra.

Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2026

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In time of ancient gods, warlords and kings, a land in turmoil cried out for a hero. She was Xena, a mighty princess forged in the heat of battle. The power. The passion.