• È in preparazione una mobilitazione
per lunedì 30 marzo, alle 20.30, promossa
dal coordinamento Uniti per la pace Padova •

• Responsabilizza chi – per il momento – paga la guerra… solo alla pompa di benzina e al banco degli alimentari •
• Padova, 22 marzo 2026 •
Ciao a tutti,
in queste terribili settimane di guerra associazioni, comitati e cittadini si sono interrogati su come esprimere un segnale di contrarietà dal basso, forte e partecipato, a chi ha in mano le sorti del nostro destino e a chi ha deciso impunemente di precipitarci nell’era della insicurezza permanente – una insicurezza fisica, economica, sociale – e della devastazione ambientale pianificata.
La situazione internazionale è talmente grave che ci obbliga ad una mobilitazione che non può aspettare oltre.
Il coordinamento Uniti per la Pace Padova
È in preparazione una mobilitazione a Padova per lunedì 30 marzo, alle 20.30, promossa dal coordinamento di associazioni Uniti per la pace Padova, dall’Università di Padova, dal Centro di ateneo per i diritti umani Antonio Papisca e patrocinata dal Comune di Padova.
Sarà una manifestazione in silenzio ed al buio (verrà spenta l’illuminazione cittadina delle strade lungo il percorso): gli slogan faranno riferimento al diritto internazionale, all’autodeterminazione dei popoli, alla contrarietà alla guerra e al riarmo. La conclusione sarà davanti al municipio di Padova con un intervento di Benedetto Zaccaria, professore di relazioni internazionali a scienze politiche dell’Università di Padova.
L’iniziativa verrà presentata ufficialmente giovedì 26 marzo con una conferenza stampa alle 11.30 in sala Bresciani in Comune a Padova.
Per garantire una grande partecipazione
Considerata la difficolta nell’organizzare una mobilitazione dal basso ( …solo pochi anni fa uno scenario come quello che stiamo vivendo avrebbe generato scioperi spontanei e manifestazioni autoconvocate_ ), vi chiedo di iniziare a diffondere per vie informali la notizia (alcuni dettagli non sono ancora definiti) per garantire una grande partecipazione.
Non avremo facilmente altre occasioni per manifestare la nostra contrarietà alla guerra.Grazie sin d’ora per il vostro impegno.
Don Luca Facco
Commenta Tino Bedin
È drammaticamente vero quello che scrive don Luca Facco: in altri tempi le tragedie contemporanee sarebbero state prese a cuore spontaneamente, costantemente dalla comunità padovana, veneta e italiana. Ancor più necessaria quindi l’iniziativa del coordinamento Uniti per la Pace Padova: non solo perché esprime attenzione alla pace, ma anche perché chiama a raccolta, risveglia, responsabilizza chi – per il momento – paga la guerra… solo alla pompa di benzina e al banco degli alimentari al supermercato.
Eppure le sollecitazioni non mancano: ripetute autorevolmente, drammaticamente realistiche.
Ne propongo tre di questi ultimi giorni.
Pierbattista Pizzaballa: La manipolazione del nome di Dio
“La manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo.
“Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono”.
(Il patriarca latino di Gerusalemme alla Fondazione Oasis, 17 marzo)
Sergio Mattarella: In una arbitraria terra di nessuno
“La sistematica inosservanza quando non la aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite, l’abbandono delle organizzazioni settoriali operative del sistema onusiano, lo smantellamento del sistema del controllo degli armamenti, la delegittimazione delle Corti, sono tutti fenomeni che vanno nella medesima sconfortante direzione.
“Ne deriva un vuoto, una arbitraria terra di nessuno, ambito per ingiustificate scorrerie; in una sorta di rincorsa a rinnovate conquiste, espansioni commerciali, creazione di presunte fasce e aree di sicurezza, con un processo che va a gravare pesantemente sui Paesi e sui popoli più poveri e meno fortunati.
Non possiamo rischiare di dover essere indotti a ripetere le parole con cui, nel 1935, Johan Huizinga apriva il suo Nelle ombre del domani scrivendo: Vediamo distintamente come quasi tutte le cose, che altra volta ci apparivano salde e sacre, si siano messe a vacillare: verità e umanità, ragione e diritto”.
(Il Presidente della Repubblica all’Università di Salamanca, 19 marzo)
Papa Leone: Uno scandalo per tutta la famiglia umana
“Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e della violenza.
“Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità.
“La morte e il dolore provocati da queste guerre sono uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio! Rinnovo con forza l’appello a perseverare nella preghiera, affinché cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana”.
(Il Santo Padre dopo l’Angelus, 22 marzo)
In copertina
Immagine dalla pagina di Marta Bergamasco.