• Il rinvio dell’esame parlamentare
dà più tempo per l’azione di contrasto

• La modernità della nostra Carta,
letta da Sergio Mattarella •
• Montegrotto Terme (Padova), 26 giugno 2025 •
Caro Bedin, la notizia di oggi è la bocciatura della coalizione sul terzo mandato sostenuto dalla Lega e destinato alle aspirazioni del veneto Lucia Zaia. Aspirazioni che l’interessato ha provato a rivestire di rispetto degli elettori.
È esattamente la negazione della realtà. Proprio nel rispetto del diritto degli elettori di scegliere candidati “alla pari” è presente in molti ordinamenti democratici (compreso quello che riguarda il presidente degli Stati Uniti) la limitazione dei mandati per le cariche esecutive elette direttamente dai cittadini.
Proprio per questo la sceneggiata veneta non mi interessa più di tanto.
La centralità delle persone
Mi piace invece sottolineare che – probabilmente per compensazioni all’interno della destra di governo – l’altra notizia dal Parlamento è il rinvio della discussione sul premierato, sparito dal calendario di luglio della Camera dei deputati.
Certo, è solo in rinvio. La destra ha i numeri in Parlamento per arrivarci.
Intanto però c’è più tempo per contrastare nell’opinione pubblica la proposta della destra di introdurre il premierato nel nostro ordinamento repubblicano. La vera sfida, oggi, è ridare centralità alla democrazia e alla partecipazione delle persone nei processi politici, e non certamente un accentramento dei poteri nelle mani di un “capo” a scapito del Parlamento e senza i giusti pesi e contrappesi.
Marco Adami
Commenta Tino Bedin
Condivido le valutazioni di sia sulla manfrina del quarto mandato per Luca Zaia, sia sull’opportunità di creare un’opinione pubblica attenta all’ipotesi del premierato sostenuto da Fratelli d’Italia.
Sia per l’uno che per l’altro tema ci è molto utile la Costituzione repubblicana, capace di essere attuale anche nel mutare delle condizioni storiche.
Su questa caratteristica della nostra Carta ci ha proposto, poco più di un anno fa, illuminanti considerazioni il Presidente Sergio Mattarella.
“I Costituenti hanno redatto la nostra Carta per i giovani”
“Si trascura, in alcuni casi – ha detto Mattarella a proposito delle spinte a cambiarla – il fatto che quel che si vuole aggiungere nel testo è già chiaramente desumibile dalle norme esistenti, proprio per il carattere generale e duttile della loro formulazione; e anche in base ai valori e ai principi che ne rappresentano il fondamento”.
Ecco due caratteristiche evidenziante dal Presidente della Repubblica.
“Desidero far notare che la nostra Costituzione è stata scritta – con grande saggezza e con altrettanta perizia – con norme capaci di essere applicate persino a oggetti allora sconosciuti e capaci di regolare situazioni allora imprevedibili, che inevitabilmente intervengono nel corso del tempo”.
“I Costituenti hanno redatto la nostra Carta per i giovani, per le generazioni allora future. Perché ogni generazione la consegnasse a quella successiva. Anche per questo si basa su un impianto di valori e di principi, tradotti in norme, capaci di applicarsi a quanto interverrà nel corso del tempo”.
In copertina
Un titolo di giornale su Sergio Mattarella e la Costituzione.