Giorgia Meloni contribuisce (zitta zitta) all’Italia multicolore

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Analisi di Gianpiero Dalla Zuanna

Con il suo governo un’ampia regolarizzazione
di immigrati già presenti
e di un forte incremento di nuovi ingressi

La fondazione ISMU da vent’anni stima in modo affidabile la presenza di stranieri irregolari sul territorio italiano. Fra il 2022 e il 2025, gli stranieri irregolari in Italia sono passati da 506 a 339 mila, il 33% in meno.

Cosa è successo?

Non sono tornati nella loro terra

Certamente non sono stati accompagnati nel loro paese di origine. Gli stranieri riaccompagnati al loro paese sotto scorta sono stati 3.500 nel 2024, 3.000 nel 2025 (dati Ministero Interni). Meno dell’1% degli irregolari.

È anche difficile immaginare che siano tornati in patria volontariamente, perché per un irregolare prendere un aereo o una nave è quasi impossibile. Alcuni potrebbero essere andati in treno, in auto o in modo avventuroso verso altri paesi europei, ma negli ultimi anni le maglie di Francia, Austria e Germania si sono strette, mentre entrare da irregolare in Svizzera è impresa molto complicata.

Questo calo non dipende neanche dalla diminuzione degli sbarchi – che pure c’è stata – perché i richiedenti asilo non sono registrati come irregolari.

Difficile anche pensare che decine di migliaia di irregolari si siano dissolti nel nulla…

Le regolarizzazioni mascherate dei decreti-flussi

Verosimilmente, questa forte diminuzione di irregolari è dovuta all’allargamento del numero di ingressi regolari decisi dal governo Meloni.

I decreti flussi hanno previsto 70 mila ingressi nel 2021, 83 mila ingressi nel 2022, 136 mila nel 2023, 151 mila nel 2024, 181 mila nel 2025.

Questi ingressi, in realtà, come avviene dal 2002, anno della legge Bossi-Fini, si sono in gran parte trasformati in regolarizzazioni mascherate: stranieri irregolari presenti, spesso da lungo tempo, in Italia, vengono “chiamati dall’estero” da un datore di lavoro, in occasione del click day.

Iscrizioni anagrafiche dall’estero

Naturalmente è impossibile avere cifre precise: possiamo però stimare che, durante i quattro anni di governo Meloni, almeno 150 mila stranieri irregolari siano stati regolarizzati. Probabilmente sono molti di più, perché nel frattempo nuovi stranieri irregolari hanno fatto ingresso in Italia: in modo avventuroso, ma più spesso non rientrando nel loro paese alla scadenza di un visto, turistico o di altro tipo.

Del resto, questi numeri sulle regolarizzazioni sono confermati dalle iscrizioni anagrafiche dall’estero (o presunte tali) che, nel quadriennio 2022-25, sono state mediamente 430 mila l’anno, quando erano 330 mila nel 2019, l’anno pre-Covid. Evidentemente, diventare residenti

in Italia è ora più facile rispetto a sette anni fa.

Zitti zitti hanno rilanciato l’immigrazione

Insomma, il governo Meloni, zitto zitto, è stato protagonista di un grandioso processo di regolarizzazione degli immigrati irregolari, e di un forte incremento degli ingressi di nuovi immigrati dall’estero.

Quando sarà possibile, dati alla mano, fare la storia delle migrazioni del XXI secolo, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi verranno ricordati come i politici che, a nostra insaputa, hanno rilanciato l’immigrazione dall’Asia, dall’Africa e dall’America Latina verso l’Italia, contribuendo a irrobustire la demografia italiana, e alla creazione di un’Italia multicolore.

Lunedì, 3 agosto 2026

Il testo

Il professor Gianpiero Dalla Zuanna ha pubblicato questo testo nella sua pagina.

La titolazione è della redazione di Euganeo.it

In copertina

Immagine di pesca del Mediterraneo dalla pagina del Partito Democratico nazionale.

Ultimo aggiornamento

Lunedì, 3 agosto 2026

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