• Articolo di Mario Lettieri e Paolo Raimondi •

• I canadesi non saranno cittadini di secondo grado nel nuovo ordine mondiale trumpiano •
La recente nomina di Mark Carney a primo ministro del Canada ha un significato ben maggiore di quello meramente nazionale. E va ben oltre la questione della guerra dei dazi iniziata da Donald Trump.
Ha certamente a che fare con l’improvvida dichiarazione del presidente americano di voler annettere in un modo o nell’altro il Canada facendone il 51.imo stato della Federazione americana.
Non ha fatto i conti con l’impero britannico
Trump a modo suo ha attaccato, ma non ha fatto i conti con l’impero britannico. La nomina di Carney, quindi, ci pare la risposta britannica. Trump è veramente consapevole delle implicazioni strategiche del suo gesto? Il Canada, apparentemente indipendente e con un parlamento democraticamente eletto, è parte integrante del Commonwealth britannico, una formulazione più soft e moderna del vecchio impero. Innanzitutto, non si dimentichi mai che un ruolo centrale nella politica internazionale, per quanto possa sembrare strano, è della Corona britannica e che oggi il Capo di Stato del Canada è re Carlo III d’Inghilterra, che opera attraverso un suo governatore generale.
I dazi centrano poco
L’integrazione economica tra il Canada e gli Stati Uniti è già molto forte, a prescindere dalle dichiarazioni e dalle intenzioni di Trump. Più del 75% delle esportazioni canadesi va negli Usa. Di conseguenza il gioco dei dazi è più propaganda che altro. Pertanto la questione è squisitamente geopolitica e riguarda il controllo americano sulle materie prime e sul vasto territorio del Canada. Il “patriota” Trump dovrebbe sapere bene che gli Usa conquistarono la loro indipendenza dall’impero britannico con una rivoluzione voluta dal popolo, né comprata né imposta dall’alto. Non sembra che i canadesi vogliano essere annessi come cittadini di secondo grado nel nuovo ordine mondiale trumpiano
Non è una partita a scacchi
Inoltre, è opportuno anche ricordare che nella Guerra di Secessione Londra prese apertamente e concretamente la parte degli Stati della Confederazione del Sud contro Lincoln.
Non è in corso una partita a scacchi per cui si possono rimettere i pezzi al loro posto e ricominciare daccapo. La realtà non può essere violentata a piacimento.
Venerdì 21 marzo 2025
Il testo
L’articolo ci è segnalato da uno degli autori, Paolo Raimondi. Qui si può leggere un estratto, elaborato e titolato da Euganeo.it. Con il titolo Il Canada, un osso duro per Trump l’articolo integrale è pubblicato da ItaliaOggi venerdì 21 marzo 2025.
Nel testo integrale sono descritti anche i rapporti tra l’ambiente finanziario internazionale e il nuovo primo ministro canadese Mark Carney.
Gli autori
Mario Lettieri è stato sottosegretario all’Economia; Paolo Raimondi è un economista.
In copertina
Disegno del 10 febbraio di Ygreck. Il castoro è dal 1975 uno dei simboli nazionali del Canada. Le parole sul frontino del berretto “Never 51” ribadiscono la volontà di non essere mai il 51.imo stato della Federazione americana. Ygreck, pseudonimo di Yannick Lemay, è un noto caricaturista canadese che lavora per Québecor, un’importante azienda mediatica del Québec. Le sue opere sono pubblicate su Le Journal de Québec e Le Journal de Montréal.