Con Enrico Mattei l’antifascismo diventa strategia d’impresa

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Post di Pierluigi Castagnetti

Su incarico di De Gasperi fondò l’Eni,
dopo aver guidato una gloriosa brigata partigiana

Sessantatré anni fa veniva ucciso Enrico Mattei.

Perché Mattei non era il nome di una ditta, o un nome di fantasia, o un nome astratto di persona, né tantomeno il nome di uno spettacolo o di un evento o di un progetto.

Enrico Mattei è veramente esistito. Era un grande partigiano, il capo degli antifascisti cattolici. Credeva infatti che il fascismo prima e il nazismo poi, materializzassero il Male nella storia del XX secolo.

Ingaggiò una lotta durissima contro questo male. Guidò una gloriosa brigata partigiana intestata a due coraggiosi ufficiali militari antifascisti di origine siciliana (“i fratelli Di Dio”), costituì assieme a Cefis, Marcora, Burtone, … una Repubblica autonoma da quella nazifascista di Salò nella valle dell’Ossola, cofondò il CLN nazionale assieme a Longo, Pertini, Parri, Cadorna, Taviani, e tanti altri.

Nel dopoguerra su incarico di De Gasperi fondò l’Eni e si mise a organizzare in giro per il mondo la concorrenza alle sette maggiori compagnie petrolifere angloamericane, unite da un patto di sfruttamento coloniale, introducendo il principio della compartecipazione nell’estrazione delle risorse energetiche con gli Stati proprietari dei suoli e dei sottosuoli interessati. Una rivoluzione!

La cultura antifascista era diventata strategia d’impresa. Per questo venne ammazzato.

Lunedì, 27 ottobre 2025

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In time of ancient gods, warlords and kings, a land in turmoil cried out for a hero. She was Xena, a mighty princess forged in the heat of battle. The power. The passion.