• Papa Leone ha utilizzato questa immagine evangelica
nel suo viaggio apostolico in Spagna •

• Senza volontari, le parrocchie e le associazioni laicali non raggiungerebbero gli obiettivi della loro missione •
• Casale di Scodosia (Padova), 10 giugno 2026 •
Caro Tino,
leggo su Euganeo.it la tua attenzione al volontariato. Fai bene.
Non si tratta solo di dare il giusto riconoscimento a centinaia di migliaia di persone, che – come scrivi tu – non fanno quasi mai notizia, ma fanno vivere meglio altre persone. Il volontariato è prima di tutto una scelta culturale. Mi viene da dire che è una scelta politica.
La crescita non è solo economica
“In un mondo continuamente influenzato dalla logica dell’interesse, del profitto, dove il termine crescita è ridotto alla dimensione economico-finanziaria, c’è bisogno di pensare e di vivere secondo la logica più vera, cioè quella di una crescita umana integrale”.
È uno dei richiami che Papa Leone XIV ha proposto alla società contemporanea, incontrando martedì 9 giugno a Madrid i volontari che si sono presi cura proprio della sua visita pastorale in Spagna. “Forse le statistiche non lo registreranno, ma noi sappiamo che in questi giorni, anche grazie a voi, questa città è cresciuta ed è più vicina al Regno di Dio”. È stata la conclusione del Santo Padre, rivolgendosi ai volontari e motivando il suo “grazie” per il loro impegno.
Con lo stile di vita
Il tema del volontariato non è stato certamente centrale nella catechesi che il Santo Padre ha proposta in Spagna. È però ricorso spesso: sia con riferimento alle migrazioni sia nella motivazione dell’impegno politico.
Provo quindi ad “estrarre” un concentrato del saluto del Pontefice ai volontari.
“Questo incontro è l’ultimo della parte madrilena del mio Viaggio apostolico, ma sono molto contento che sia con voi, volontari e volontarie. (…) Mi piace condividere con voi una semplice riflessione, che riassumerei così: i cristiani sono chiamati a portare nel mondo il lievito della gratuità. (…) La gratuità è un lievito che fa crescere la qualità umana, etica e spirituale di una società, perché, potremmo dire, è un tratto tipico della città di Dio.
“Gesù Cristo è venuto a portare nel mondo il lievito del Regno dei cieli. (…) Questo avviene con la predicazione, ma avviene anche, e direi soprattutto, attraverso uno stile di vita, un modo di pensare e di comportarsi che è quello del Vangelo. Ebbene, un tratto essenziale di questo stile è la gratuità”.
Nella vita della Repubblica
Il Santo Padre propone la visione del volontariato inserito nella vita della Chiesa non dissimile dalla visione del volontariato inserito nella vita della Repubblica che è emersa dal “Dialogo attorno al volontariato a dieci anni dalla riforma del terzo settore che si è tenuto ad aprile alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e che è citato negli approfondimenti di Euganeo.it.
Ricordo il contributo di Franca Maino (Università degli Studi di Milano e Percorsi di Secondo Welfare).
Nonostante il pluralismo di forme che oggi caratterizza il volontariato in Italia – secondo la studiosa – permangono alcuni elementi comuni: la gratuità (non lucratività e assenza di scambio mercantile), la libera scelta (non obbligatorietà ma incentivi), l’orientamento al bene comune, la dimensione relazionale (il volontariato come pratica sociale, non come prestazione).
Luigia Eufreni
Commenta Tino Bedin
Il viaggio apostolico di Papa Leone in Spagna si sta caratterizzando anche come la lettura pubblica della sua enciclica nella vita delle persone. Le considerazioni di Noeme e cognome lo confermano e invogliano a continuare in questa lettura.
Restiamo però sul tema del volontariato nella vita della comunità cristiana.
Si tratta di una componente storicamente sempre presente nelle esperienze sia parrocchiali che associative. Senza volontari, le parrocchie e le associazioni laicali cattoliche non raggiungerebbero neppure lontanamente gli obiettivi della loro missione.
Sono presenze che variano nel tempo, a volte spontaneamente, altre con proposte che vengono dalla Chiesa.
Un’intesa nella diocesi di Padova
Mi sembra interessante, ad esempio, il protocollo d’intesa firmato nelle scorse settimane da Diocesi di Padova, Noi associazione e Centro servizio volontariato di Padova e Rovigo. L’intesa “definisce un quadro di collaborazione stabile” tra queste tre realtà, finalizzato “a promuovere la cultura della solidarietà e del volontariato, valorizzare il ruolo educativo, sociale e civico delle parrocchie e dei circoli Noi, sostenere la partecipazione attiva dei cittadini e delle comunità territoriali”. È proprio il volontariato il cardine degli obiettivi di questa intesa triennale e i sottoscrittori si impegnano singolarmente e insieme a promuoverlo come esperienza accessibile, inclusiva e generativa.
In copertina
Il 7 giugno le Cucine Economiche Popolari di Padova hanno accolto il cardinale Matteo Zuppi, arrivato per una visita di ascolto e di attenzione. “Il valore di questa realtà sta negli occhi della comunità delle suore che custodiscono questo luogo e nell’anima che gli operatori e i volontari mettono in ogni singolo gesto. Siete la dimostrazione che l’accoglienza vera non è mai un servizio impersonale, ma un incontro tra persone. Continuate così”. È stato il commento del presidente dei vescovi italiani.
Le Cucine Economiche Popolari di Padova sono una delle esperienze in cui storicamente ed attualmente la Chiesa locale realizza il suo essere prossimo grazie ai volontari.
Ultimo aggiornamento
Giovedì, 18 giugno 2026