• Dichiarazione congiunta dei cardinali
Blase J. Cupich, Robert W. McElroy e Joseph W. Tobin•

• Da tre diocesi americane una valutazione dai toni decisi
della politica estera degli Stati Uniti
alla luce dei principi esposti da Papa Leone XIV
nel suo discorso del 9 gennaio 2026 al corpo diplomatico •
Nel 2026, gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e lacerante sulle basi morali dell’azione americana nel mondo dai tempi della fine della Guerra Fredda.
Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono troppo fragili in un mondo segnato da conflitti sempre più vasti.
Il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati. Il ruolo morale del nostro Paese nel contrastare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e la dignità umana, e nel difendere la libertà religiosa è oggetto di esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità oggi e in futuro, viene ridotta a categorie di parte che alimentano polarizzazione e politiche distruttive.
“La guerra è tornata di moda”
Per tutte queste ragioni, il contributo di Papa Leone nel delineare una base autenticamente morale per le relazioni internazionali, rivolto questo mese al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ci ha offerto una bussola etica duratura per definire il percorso della politica estera americana negli anni a venire.
Egli ha affermato:
«Nel nostro tempo, la debolezza del multilateralismo è motivo particolare di preoccupazione a livello internazionale. Una diplomazia che promuove il dialogo e cerca il consenso tra tutte le parti viene sostituita da una diplomazia fondata sulla forza, da parte di singoli o di gruppi di alleati.
La guerra è tornata di moda e uno zelo per la guerra si sta diffondendo. Il principio stabilito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che proibiva alle nazioni di usare la forza per violare i confini altrui, è stato completamente minato. La pace non è più cercata come dono e bene desiderabile in sé, o come ricerca di “un ordine dell’universo voluto da Dio con una forma più perfetta di giustizia tra gli uomini e le donne”. Al contrario, la pace è cercata attraverso le armi come condizione per affermare il proprio dominio».
Tagli all’assistenza umanitaria
Papa Leone ribadisce inoltre l’insegnamento cattolico secondo cui «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano», e che aborto ed eutanasia sono distruttivi di tale diritto.
Egli richiama la necessità di aiuti internazionali per salvaguardare gli elementi più centrali della dignità umana, oggi sotto attacco a causa della tendenza dei Paesi più ricchi a ridurre o eliminare i loro contributi ai programmi di assistenza umanitaria all’estero.
Infine, il Santo Padre segnala le crescenti violazioni della coscienza e della libertà religiosa, perpetrate in nome di una purezza ideologica o religiosa che finisce per schiacciare la libertà stessa.
Partigianeria e interessi economici e sociali ristretti
Come pastori e cittadini, facciamo nostra questa visione per l’affermazione di una politica estera genuinamente morale per la nostra nazione. Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura, quella pace che Gesù ha proclamato nel Vangelo. Rinunciamo alla guerra come strumento di interessi nazionali ristretti e affermiamo che l’azione militare deve essere considerata solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come un normale strumento della politica nazionale. Vogliamo una politica estera che rispetti e promuova il diritto alla vita umana, la libertà religiosa e l’accrescimento della dignità umana in tutto il mondo, soprattutto attraverso l’assistenza economica.
Il dibattito nazionale sulle basi morali della politica americana è afflitto da polarizzazione, partigianeria e interessi economici e sociali ristretti.
Papa Leone ci ha offerto il prisma attraverso cui elevarlo a un livello molto più alto. Nei prossimi mesi predicheremo, insegneremo e ci impegneremo affinché questo livello più alto diventi possibile.
Lunedì 19 gennaio 2026
Il testo
Con il titolo Charting A Moral Vision of American Foreign Policy (Tracciare una visione morale della politica estera americana) tre cardinali cattolici degli Stati Uniti pubblicano il 19 gennaio 2026 una rara dichiarazione congiunta sulla moralità della politica estera degli Usa.
La titolazione è della redazione di Euganeo.it.
Gli autori
La dichiarazione è firmata dal cardinale Cupich, guida dell’Arcidiocesi di Chicago, una delle più grandi degli Stati Uniti con circa due milioni di cattolici e una vasta rete di parrocchie, scuole e servizi sociali; dal cardinale McElroy, a capo dell’Arcidiocesi di Washington, che serve oltre 600 mila fedeli nella capitale federale e nel Maryland; e dal cardinale Tobin, arcivescovo di Newark, responsabile di una comunità di circa 1,3 milioni di cattolici nel nord del New Jersey, con numerose parrocchie, scuole e istituzioni formative impegnate nell’educazione e nel servizio sociale.
In copertina
Disegno del 7 gennaio 2026 di Ygreck sulle pretese statunitensi sulla Groenlandia (Donald Trump veut le Groenland). Ygreck, pseudonimo di Yannick Lemay, è un noto caricaturista canadese che lavora per Québecor, un’importante azienda mediatica del Québec. Le sue opere sono pubblicate su Le Journal de Québec e Le Journal de Montréal.